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Trecate (Novara) 1994

Friday, June 1, 2012

Il Terremoto in Emilia


** E' un post lungo, e chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno scritto e a cui non ho potuto rispondere ancora. Per quello che possa contare, un abbraccio all' Emilia **


La premessa di tutto e' che io non sono un geologo o un sismologo, ma un fisico, per cui non so e non posso io determinare la causa del terremoto in Emilia, ammesso che sia possibile farlo.

La sotto-premessa e' che sono anni che continuo a leggere la letteratura sul petrolio, gas, fracking, e che in questi anni ho visto diverse comunita' trivellate, parlato con persone, incontrato registi, attivisti, scienziati, in America, in Francia, in Nigeria e credo di avere una buona cultura, di persona di scienza, su tutte le tematiche collegate al tema.

Posso allora porre una serie di osservazioni, in relazione a cio' che ho visto e letto, che poi si traducono in domande e che poi alla fine riconducono ad un unica conclusione:

L'Italia e' fragile - tutta - da nord a sud, e faremmo molto meglio a proteggere questo paese evitando di trivellare alla cieca, fracking o non fracking, o di fare stoccaggi sotterranei per il beneficio di Aleanna, Padania Energia, ENI, Northern Petroleum, Petroceltic, Po Valley, Shell, Rivara Erg Storage, o chi per loro, in cambio di dubbi vantaggi alla collettivita' e molti rischi.

Proteggere il territorio vale non solo per il petrolio, ma per la cementificazione selvaggia, i capannoni di Modena e le universita' dell'Aquila crollate perche' costruite alla leggera, evitare di trasfomare i letti di fiumi e le coste marine in colate di cemento e cosi via.

Quando si prendono le scorciatorie, prima o poi se ne pagano le conseguenze, perche' chi comanda non e' lo speculatore di turno, ma la natura, con i suoi ritmi e le sue logiche. E anche se oggi ti pare di averla fatta franca, di avere risparmiato o speculato, alla fine lei ti presenta il conto senza guardare in faccia a nessuno.

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Veniamo alle osservazioni che io posso fare sul tema terremoto in Emilia.

1. Ho cercato in tutti i modi di capire se ci fosse fracking in Italia. I termini in inglese da cercare sono "hydraulic fracturing", "stimulated fracture", "shale gas". Non ho trovato molto da parte delle ditte petrolifere, in inglese o in italiano, ne da parte del governo Italiano sull'ultilizzo di questa tecnica, in Italia *in questo momento*.

Nulla esclude che si voglia o possa fare fracking in futuro. So per esempio che Stefano Saglia, sottosegretario alle attivita' produttive nel governo Berlusconi ne e' stato un forte proponitore, so che si parla di possibili riserve di shale gas nella Pianura Padana, ma non credo che il fracking vero proprio sia gia' in atto in Italia.

Se e' in atto, e' sicuramente qualcosa di ben ben nascosto da tutti i siti internet che io abbia potuto indagare.

Questo porta alla domanda: il governo Italiano vuole dirci qualcosa su questo tema? La Francia ha un divieto integrale sul fracking, cosi pure la Bulgaria. La Germania ne sta discutendo. Anche in Inghliterra dove la pratica e' stata inizialmente applaudita come rivoluzionaria, ci stanno ripensando. Negli USA lo stato del Vermont e di New York hanno moratorie piu' o meno lunghe. E noi?

Stefano Saglia come puo' essere cosi sicuro che questa tecnica sia una cosa buona per l'Italia? Con quale esperto parla lui?  Ecco cosa disse l'anno scorso:

Lo shale gas potrebbe aprire nuove strade per l’approvvigionamento energetico in un momento particolarmente delicato a livello globale. L’Italia accoglie con favore l’avvio di approfondimenti a riguardo.

A che conclusione e' giunto? Che approfondimenti ha fatto? Ci scommetto nemmeno uno.

Ora, anche se il fracking per ora non e' una tecnica usata in Italia, visto che ne parla tutto il mondo, e visto che la gente vuole risposte, i nostri governanti attuali, Clini, Passera, Monti vogliono dire qualcosa su come l'Italia si pone di fronte alla possibilita' di fare fracking sul nostro territorio?

Perche' non c'e' informazione su questo tema? Perche' dobbiamo sempre arrivare per ultimi, in maniera disorganizzata, per sentito dire e con l'acqua alla gola? Tutto il web parla di questo fracking,
in maniera piu' o meno scorretta. Com'e' che neanche si accenna minimamente a spiegare, regolamentare, discurtere in modo ufficiale, questa pratica che prima o poi potrebbe arrivare anche in Italia?


2. Ma poi, cos'e' questo fracking? In termini molto semplici, e' una tecnica relativamente nuova
con la quale si manda giu' nel terreno un cocktail di roba chimica ad alta pressione, si causano microterremoti con i quali la roccia porosa viene fratturata (e di qui il nome hydraulic fracturing), il gas contenuto nei pori della roccia viene sprigionato e poi catturato per essere commercializzato.

Ecco allora il concetto dei (micro)-terremoti collegati al fracking: il fracking di per se causa delle microscosse. Ma queste microscosse, in generale, sono di intensita' bassa, o almeno questo secondo le intenzioni di chi fa il fracking.  A volte restano gli interrogativi se sia proprio la pratica del fracking in se a scatenare terrmoti di intensita' media - attorno al grado 2,3 o eccezionalmente anche 4 della scala Richter, ma in genere i terremoti sono di intensita' bassa.

Quello che invece e' piu' pericoloso, in relazione al fracking, e' l'utilizzo di una miriade di pozzi cosiddetti di re-ineizione, pozzi dismessi in cui si iniettano i fluidi di scarto - la monnezza del fracking.

Per ogni pozzo attivo, infatti vengono prodotti enormi quantita' di  monnezza fluida - tossica e radioattiva -  e non si sa che farne. A volte i petrolieri costruiscono delle vasche a cielo aperto per metterci questa monnezza, i cosiddetti waste pits, altre volte invece usano pozzi sotterranei dismessi per il contenimento.

Qui un waste pit a cielo aperto e non nel Burundi, ma negli USA:



Ora, quando si usano pozzi dismessi di re-iniezione, il fluido di scarto viene tenuto ad *alta pressione* ed e' questo il vero problema: l'alta pressione dei pozzi, che spingono sulla roccia circostante, potenzialmente lubrificando e cambiando gli equilibri fra le faglie sismiche.

Negli USA ci sono state diverse regioni colpite da sciami sismici in zone in cui si fa fracking - in Arkansas, in Ohio, in Oklahoma, in Texas, e cosi pure in Inghilterra, a Blackpool, dove proprio a causa della sismicita' indotta dal fracking c'e' un ripensamento in generale di questa tecnica.

Si e' trattato di terremoti in zone in cui prima non ce ne erano, e si e' arrivati anche al grado 4.7 della scala Richter.

Non e' stato semplicissimo capire se ci fossero collegamenti fra fracking, pozzi di re-iniezione e sismi, ma lentamente si e' arrivati alla conclusione che molto probabilmente la "colpa" e' non del fracking in se, quanto di questi pozzi di reiniezione.

Questo non lo dice Maria Rita, ma lo dice il Servizio Geologico degli Stati Uniti: il USGS, che afferma:

a possible explanation is the increase in the number of wells drilled over the past decade and the increase in fluid used in the hydraulic fracturing of each well. The combination of factors is likely creating far larger amounts of wastewater that companies often inject into underground disposal wells. Scientists have linked these disposal wells to earthquakes since as early as the 1960s. The injections can induce seismicity by changing pressure and adding lubrication along faults.

Ecco qui un articolo - per tutti i negazionisti che mi scrivono - la frase "almost certainly man-made" viene non da me ma William Ellsworth, di nuovo membro del USGS:




Infine, come gia' discusso varie volte su questo blog,  a parte i terremoti in modo piu' o meno diretto, questo fracking porta a innumerevoli problemi - l'inquinamento delle falde idriche in primis, l'uso di enormi quantita' di acqua, e l'emissione di gas nocivi.

E' per tutti questi motivi che non e' proprio una cosa saggia e che secondo me l'Italia dovrebbe bannarlo, in maniera preventiva, cosicche' nessuno neanche ci pensi a farlo nel nostro paese.


3. Ma allora sorge la domanda, in Emilia, ammesso che il fracking non si faccia in questo momento in Italia, ci sono pozzi di reiniezione di rifiuti liquidi provenienti dalle estrazioni di gas e di petrolio "normale"?  Qualcuno li ha studiati? Ecco cosa dice il nostro Ministero delle Attivita' produttive.

In Emilia Romagna ci sono 514 pozzi perforati, di cui 69 non produttivi e destinati ad "altro uso".



Fra questi, che ho potuto indentificare io, ce ne sono almeno 7 di reiniezione:

1. Angelina 001 - concessione Ravenna Mare (Ravenna) ENI
3. Cavone 14 - concessione Mirandola (Modena) Padana Energia
9. Cortomaggione 038 - concessione Cortomaggiore (Piacenza) ENI
23. Cortomaggiore 134 dir - concessione Cortomaggiore (Piacenza) ENI
29. Minerbio 021 - concessione Minerbio (Bologna) ENI-Agip
63. Spilamberto 009 - concessione Spilamberto (Bologna-Modena) Padana Energia
65. Tresigallo 007 - concessione Tresigallo (Ferrara) ENI

Ecco le schede:







Di questi tre sono molto vicini all'area dei terremoti - Mirandola, Spilamberto, Minerbio.

Il nostro governo ha qualcosa da dire su questi siti di reiniezione, sulle pressioni che possono essere esercitate su eventuali faglie circostanti, specie visto che alcuni di questi siti sono vicini all'epicentro del terremoto e visto che negli USA almeno i siti di reiniezione ad alta pressione hanno "quasi sicuramente" scatenato i terrremoti come dice l'USGS?

E anche se non sono i siti di reiniezione la causa scatenante di questi terremoti, e' possibile che abbiano in qualche modo acuito o partecipato ai terremoti o invece sono stati assolutamente innocui?

In questo senso, condivido pienamente il pensiero del Prof. Ortolani che chiede maggiore vigilanza sui siti di reiniezione in Italia. 


4. In Emilia ci sono, come detto, piu' di 500 pozzi scavati di petrolio e di gas "normali", senza fracking, di cui varie centinaia attivi, alcuni di questi vicinissimi al punto d'impatto. Io non so se questi pozzi in cui non si pratica il fracking possano essere relazionati ai terremoti, ma so che vi sono casi registrati in altre parti del mondo in cui le trivelle hanno portato a terremoti. Casi eccezionali certo, ma pur sempre accaduti.

Qui quello che avevo scritto a suo tempo sul terremoto dell'Aquila - era uno studio commisionato dai petrolieri della Sclumberger ed eseguito da scienziati russi che affermavano che trivellare aveva portato a terremoti di grado anche 7 della scala Richter in zone desertiche dell'Uzbekistan.


Si riportano casi di sismicita' indotta in Oman, in Francia, in Texas, anche senza fracking, ma, come detto, io non so, e non posso dire se questo sia il caso in Emilia Romagna, data la forte magnitudine del sisma.

Anche qui, quello che posso sottoscrivere e' quanto scritto da Vitaly Adushkin, Vladimir Rodionov, Sergei Turuntaev, scienziati russi dell'Istituto della Dinamica della Geosfera, dell'Accademia Russa di Scienza, assieme alla Schlumberger:

Few will deny that there is a relationship between hydrocarbon recovery and seismic activity, but exactly how strong a relationship exists has yet to be determined." They caution that in regions where tectonic activity is already high, extracting oil and natural gas could trigger strong quakes.

Poche persone possono negare l'esistenza di correlazioni fra estrazioni di idrocarburi e attivita' sismica, ma esattamente quanto forte sia la relazione fra i due eventi deve essere ancora determinato. Occorre dunque essere prudenti, perche' in zone dove l'attivita' sismica e' gia' molto elevate, l'estrazione di petrolio e di gas potrebbe scatenare forti terremoti.

Infine, un caso simile di sismicita' indotta si e' verificato qualche anno fa a Basilea, Svizzera, dove nel 2006 Markus Haring stava trivellando un pozzo per geotermia che scateno' uno sciame sismico di 30 terremoti con grado massimo 3.4. Fu anche messo sotto processo per avere causato instabilita' al territorio, rischiava il carcere, ma se l'e' cavata con una multa se non mi sbaglio.


5. Infine, si parla di creare un mega campo di stoccaggio di gas nell'area del terremoto detto Rivara. 
Si parla di "importanza strategica nazionale". Ma come abbiamo fatto finora senza? E' davvero cosi importante o si tratta dei giochini soliti per farci soldi?

Di questi campi di stoccaggio ne sono previsti 14 in tutta Italia, fra cui a San Benedetto del Tronto, a San Martino sulla Marrucina, zone sismiche, delicate.

Cui prodest?

Qui un articolo su simili progetti in Olanda, dove si vogliono stoccare 4 miliardi di metri cubi di gas ad alta pressione, da parte della Gazprom e della Taqa, che e' una sussidiaria della ditta nazionale di gas di Abu Dhabi. Si afferma che per il progetto nella zona di Bergermeer

"Gas storage plan will boost earthquake risk"

Si dice che:

A number of scientific reports however show that gas storage might bring about serious seismic hazard to the surrounding municipalities of Bergen, Heiloo and Schermer and the town of Alkmaar. The area has known a number of (man) induced earthquakes during the depletion of the field between 1994 and 2008, with subsequent higher magnitudes on the Richter scale. Scientists from a number of renowned scientific institutes such as KNMI, MIT and TNO are comfortable with an estimated maximum magnitude of 3,9 on the Richter scale, with a chance of occurrence of 2% over the concession period. Earthquakes with lower magnitude but still quite damaging are of a much higher likelihood.

Un numero di rapporti scientifici mostrano che lo stoccaggio di gas possa portare seri rischi alle citta' vicine di Bergen, Heiloo e Schermer e la vitta' di Alkmaar. L'area ha gia' vissuto un certo numero di terremoti indotti dall'uomo durante lo svuotamento del campo fra 1l 1994 ed il 2008, con scosse sempre piu' alte sulla scala Richter. Gli scienziati da un gran numero di noti istituti di ricerca come il KNMI, MIT e TNO sono soddisfatti nell'estimare una magnitudine massima di 3.9 sulla scala Richter, con la possibilita' di occorrenza del 2% sul periodo della concessione. Terremoti di grado minore ma allo stesso modo con danni notevoli sono di una probabilita' molto maggiore.   

Per l'Olanda allora i sismologi dell'MIT hanno stimato che questo impianto di stoccaggio del gas puo' arrivare fino a terremoti del grado 3.9 con un tasso di occorrenza del 2%.

Per la cronaca. l'MIT e' il Massachusetts Institute of Tecnology, Boston, uno degli istituti di ricerca piu' noti del mondo, il KNMI e'il Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut, l'Istituto Olandese di Meterologia, e il TNO e' il Nederlandse Organisatie voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek, Netherlands Organisation for Applied Scientific Research.

Qualcuno *che non sia la ditta proponente* ha fatto gli stessi studi per Rivara? Se uno infatti va a leggere quello che dice la Rivara Erg Storage, ti dicono che e' tutto perfetto e tuttapposto, ma loro cosa possono dire?

Qualcuno ha parlato alle persone del fatto che terremoti piu' lievi sono di probabilita' maggiore?

Qualcuno ha interpellato l'MIT per Rivara, San Benedetto del Tronto, o per San Martino sulla Marrucina?

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Di tutte queste cose riparleremo.

Alla fine resta la sola domanda: chi ci guadagna in tutto questo trivellare, stoccare, petrolizzare?

Nessuno di noi esseri normali.

In Emilia, ci sono stati morti, perdite ingenti, angoscia, paura, domande senza risposte in cambio di niente.

Magari il petrolio, i pozzi di reiniezione, lo stoccaggio del gas non c'entrano niente, ma e' evidente che non puoi continuare a insultare madre natura e ad aspettarti che non ci siano mai conseguenze di nessun genere.

Con le trivelle ci guadagnano le ditte petrolifere, l'ENI, la Erg Rivara Storage, gli speculatori. Per cui anche se non si sa, le leggi della fisica, della probabilita', e soprattutto il semplice buon senso dicono che il gioco per noi cittadini davvero non ne vale la candela.







63 comments:

M said...

Grazie per tutto l'interesse che ha sempre dimostrato per la sua terra, che forse vista da lontano riesce ad apprezzare più e meglio di chi ci vive quotidianamente. Personalmente farò il possibile, e proverò anche a fare l'impossibile, affinché il territorio di San Martino e quelli dei paesi limitrofi sia tutelato.Forse non ne è a conoscenza, e dalla documentazione forse non è evidente, ma a San Martino c'è la più grossa area in frana a livello europeo, se non erro con un movimento stimato fra i 5 e i 7 milioni di metricubi!! Sullo stesso versante, ovvero lungo la valle del torrente Dentalo. A presto, grazie ancora. Mauro

Maria Adele Zappa said...

Basta dirle grazie per questo suo meraviglioso lavoro di divulgazione?

Maria Adele Zappa said...

Basta dirle grazie per questo suo meraviglioso lavoro di divulgazione?

Maria Adele Zappa said...

Basta dirle grazie per questo suo meraviglioso lavoro di divulgazione?

Maria Adele Zappa said...

Basta dirle grazie per questo suo meraviglioso lavoro di divulgazione?

Anonymous said...

Con la tua logica saremmo ancora con la clava....

sabatino de biase said...

Caro anonimo, con il tuo coraggio saremmo ancora dei lombrichi.
Con tutto il rispetto per i lombrichi, battteri, ed esseri lobotizzati che sniffano metano.

hermes said...

Mancava il consueto contributo 'anonimo' di petrolieri o amici degli amici. Ebbene, caro anonimo(privo di faccia, di nome, di personalità...) è proprio la cricca dei petrolieri in combutta con i politicanti a tenerci incatenati alla preistoria (anche se temo che i nostri avi cavernicoli fossero più evoluti di certa gente che affolla questo pianeta oggi). Le segnalo per esempio che un eminente scienziato del 19° secolo, Pasquale Gabelli (fisico, guarda caso, proprio come la Prof. D'Orsogna)aveva già teorizzato e dimostrato tutta la fondamentale importanza di ricorrere all'energia solare e che ai giorni nostri università californiane stanno elaborando progetti di approvvigionamento di energia pulita basati sui suoi studi. Se poi volessimo esagerare basterebbe magari rammentare gli specchi ustori di ARchimede (assedio di Siracusa da parte della flotta navale romana, 212 a.C.), ma non vorrei turbare troppo la sua psiche 'fossilizzata'. Resti pure tranquillo nel suo oscuro evo petrolizzato. Noi vogliamo un pianeta pulito, noi vogliamo ancora vivere su questo pianeta.

Anonymous said...

con la clava forse ci sarete voi, che sembra proprio siate rimasti all'era del homo faber- l'australopiteco- vissuto centinaia di migliaia di anni fa, noi siamo homo sapiens, e Maria Rita ne è una degna rappresentante. Grazie Maria Rita un lavoro corretto eccellente.
Fabrizia

Kyoko said...

anonymous, con la tua logica invece siamo arrivati ai morti di oggi. Scommetto che tu non vivi vicino a un pozzo petrolifero eh?

Morena said...

i Cittadini sapevano e NON volevano, gli Enti Locali sapevano e NON volevano.

La ERG in commissione parlamentare ha fatto notare che "il principio di precauzione, come chiarito da normativa europea, si applica solo in caso di rischio certo".

ERGo... se il rischio di affossare una intera regione è solo ipotetico... allora si puo' legalmente fare.

ERGo... in una zona in cui i terremoti avevano profondità almeno di 9 chiloetri, se ne sono scatenati 2 separati, a circa 4 km di profondità, nei siti che andavano "indagati" e alla cui indagine i cittadini e gli eletti avevano dato parere contrario non una, ma molteplici volte.

dopo anni di tira e molla, dopo iter tanto strani da aver spinto il preoccupato sindaco di modena a scrivere per chiedere chiarimenti, il governo dà l'ok all'esecuzione dei test.
dopo qualche mese, i terremoti "anomali"... ed improvvisamente scopriamo che la ERG non era tanto interessata al deposito di Rivera, fino al punto da non procedere con le analisi (che prevedevano trivellazioni ed immissioni "non di gas")?

qualche link per approfondire:

http://www.ergrivarastorage.it/allegati/comm_amb/provincia.PDF

http://comunesanfelice.net/tecnico/images/stories/Stoccaggiogasrivara/Audizione%20Erg%20Rivara%20Storage.pdf

http://www.modenatoday.it/politica/gas-rivara-parlamentari-pd.html

Anonymous said...

Caro "Hermes" Trismegisto, il postare un commento non in linea con il sentiment del blog non significa essere amico dei petrolieri, ma solo avere un giudizio critico ed indipendente. Giudizio rafforzato ancor di più dalla reazione che a questo mio commento c'e stata. Non siete campioni della pluralità di opinioni .... Nessuno ha la verità in mano, e un po' di umiltà non farebbe male alla causa...

Anonymous said...

Gentile Maria Rita,



oltre alla simpatia per il suo nome, per una questione personale, la ringrazio tantissimo dell'articolo, e spero che trovi eco in riviste/giornali per eco maggiore.

Ha provato a scrivere al sig. Grillo?



Saluti, Valter

Domingo said...

Forse poteva servirle dare prima un'occhiata qui: http://tersiscio.blogspot.it/2012/05/il-terremoto-in-emilia-il-fracking-lo.html

Bufalo said...

I maledetti rettiliani sniffano metano, è risaputo !

corrado said...

Un sentito grazie per l'articolo; mi permetto però di appuntare che le prove di utilizzo del fracking ci sono anche se qualcuno ha tentato di farle sparire dal web: eccole

Anonymous said...

Domingo, forse tu potevi dare prima un'occhiata qui
http://tersiscio.blogspot.it/2012/04/sismicita-indotta-e-stoccaggio-gas.html apri e leggiti la presentazione tenuta dal professore il 12 aprile, ben prima del terremoto ( cosi' non potrai dire " e' facile dare la colpa ai petrolieri, dopo" )
Detto questo, ringrazio e dichiaro apertamente la mia stima alla Professoressa D'Orsogna, e' proprio vero che i fisici hanno una marcia in piu', sicuramente imparano a ragionare meglio dei comuni mortali.
Peccato non abbia un account su facebook, l'aggiungerei volentieri

Alexia

Victor Serri said...

Ciao,
Volevo risponderti su alcune cose in concreto, visto che reputo che il tuo testo abbia notevoli falle a livello scientifico, date probabilmente da una mancanza informazione sul tema o da una ridotta rigorositá.
Sará in due parti, per motivi di spazio.
Preciso. Io sono contro a questa tecnica, per i costi, e per il peso ambientale che richiede. Il mio interesse non è difendere una tecnica.

1) In tutto il testo c'e' un senso catastrofistico. Collegare l'idea che un terremoto di grado 5,8, quindi quasi 6, possa essere generato da un processo di frattura idraulica, detto da un uomo di scienza, è falso. Potrebbe, vero. Ma si chiama "rischio residuale", ossia quello che succede e che non è mai stato registrato mai prima.
Ora, iniezioni al alte pressioni si fanno, in geotecnica e geologia da anni, per stabilizzare pendii e strutture di supporto alla costruzione. Lasciarlo pensare, a mio avviso, che una cosa potrebbe succedere sulla base di una mancanza di evidenza sperimentale è tutt'altro che obiettivo.

2) utilizzare le parole "addirittura di grado 3,5" vuol dire non conoscere nulla di sismica. 3,5 viene percepito da gente in campagna, con un orecchio a terra, perchè in cittá il rumore ambientale-vibrazionale è abbastanza prossimo. Si percepisce, fisicamente, un terremoto a grado 4-4,5 (dipende dalla cittá e da come si considera la magnitudo del sisma, se locale o momento).
Addirittura fa sembrare che sia qualcosa di incredibile, o evidente. Pensa solo che in costruxzione di materiali granulari, per migliorare la densitá, si utilizzano macchine vibranti, che genrano vibrazioni del tutto rapportabili a terremoti di grado 3.

Victor Serri said...

Prosegue da sopra

3) Buonaparte delle strutture in muratura non cementata resiste a una scossa di grado ritcher 4. A 5 iniziano i cazzi. I problemi, in emilia, non c'entrano nulla con il fracking, né con i pozzi, e su molte cose, neppure sulle strutture. C'entrano con la mancanza politica di difendere i beni culturali, della mancanza di strutture di difesa del suolo a rischio liquefazione (micropali in sabbia, etc).Se ci fossero sciami di scosse una ogni 5 minuti a magnitudo 4, non cadrebbe nulla. Al massimo qualche bicchiere.

4) Quindi dire "microterremoti" vuol dire spaventare. In primis perchè non esistono "microterremoti", esistono terremoti e basta. Alcuni che sono percepiti dall'uomo e altri che no. Una onda sismica, alla fine è una martellata per terra. Magnitudo diciamo 1,5 fino a 2,3 se lo fai con un mazzotto.

5) Al di la del discorso, dal testo sembra quasi che se si facesse fracking ci sarebbero piu' terremoti. Bene. Ora dico una chicca: in sismica, NON ESISTE LA PREVISIONE. Non si puó, ad oggi. Quello che si potrebbe fare sarebbe l'analisi di stabilitá delle faglie, dovute alla presenza di liquidi-liquami "tossici". Considerando la permeabilitá delle faglie e delle rocce, lo vedo abbastanza improbabile se solo legato ad una causa. Appoggiandomi peró alla teoria di Rice, direi che è piu' probabile che processi di aumento della temperatura possono sviluppare condizioni di non stabilitá deella faglia, abbassarne la resistenza, innescare un fenome di movimento e da qui, iniziare un processo autoalimentato di calore-tensione-frizione-calore.
La struttura peró di generazione di insatbilitá di una faglia è molto complessa da comprendersi, dato un problema in sito in condizioni complesse da vedere e da comprendere.
6) frasi come "Si e' trattato di terremoti in zone in cui prima non ce ne erano, e si e' arrivati anche al grado 4.7 della scala Richter." è poco accettabile. Buonaparte delle informazioni sismiche vengono fuori da cataloghi sismici, visto che la prima strumentazione è risalente agli anni 30, con una precisione decente. Considerando un paese dove la densitá è bassissima, gli USA, dire ce prima non ce n'erano è come se colombo avesse detto "si è scoperto un nuovo continente dove prima non c'era".
Inoltre non dici dove delle 4 regioni identificate.

Ora, definendo meglio le basi, ovvio che ci sono questioni di instabilitá dovuto alla presenza dell'azione dell'uomo. Ma, non mi pare una novitá. A genova l'oinda di piena di quest'anno è arrivato perchè tutta la liguria è un campo di asfalto che non drena. Ma pochi si opporrebbero all'asfalto in cittá.
Noto peró che ci sia una vena sensazionalistica nel legare il fracking al terremoto che colpisce ora.
E i motivi li ho spiegati sopra.


Per la cronaca, mi chiamo Victor Serri, sono un ingegnere ambientale laureato al politecnico di milano, ora sto facendo un dottorato all'Universitat politecnica de la catalunya, a Barcellona, la mia specializzazione sono le grosse catastrofi e i comportamenti che queste hanno.

Saluti

Anonymous said...

Scusa, ma come "chi ci guadagna"? "Non certo il cittadino"?
Certo, ci guadagnano fior di soldi le compagnie, ma nel nostro piccolo non possiamo negare di guadagnare qualcosina (le briciole ok, ma comunque qualcosa) dal fatto che il prezzo delle materie prime scenda un po' per via di questi trivellaggi sul suolo nazionale.
Possiamo chiederci se ne valga la pena, ma negare il vantaggio serve a poco...

Marco Mucciarelli said...

Scusate se intervengo, ma poichè ho visto nel mio blog diversi contatti provenire da questo sito mi sento in dovere di fare una precisazione. Io ho fatto parte del comitato di esperti che per conto della Provincia di Modena ha valutato la VIA proposta da ERG, fornendo parere negativo al progetto.
La principale motivazione era che l'impianto doveva sorgere sopra una faglia attiva, capace di magnitudo 5.9 e nota come tale dal 2002.
Forse non è chiaro a molti, mi pare, che questo non significa che la faglia si sarebbe attivata solo se venivano iniettati fluidi in pressione nelle vicinanze. Una faglia attiva può dare terremoti tra cinque minuti, 10 anni o due secoli, non abbiamo modo di saperlo. Io non vorrei che l'effetto di blog come questo sia ridurre l'attenzione dei cittadini della pianura padana verso il rischio sismico che comunque li riguarda, fornendo l'equazione no-drill=no-quake. Sono stato invitato da comitati di cittadini e amministrazioni comunali a parlare del caso Rivara in altri siti in cui è stato proposto uno stoccaggio gas vicino ad una faglia attiva (Soncino, Romanengo, Carpiano del Colle, Bagnolo Mella...). Ho sempre concluso dicendo che anche se l'impianto non verrà fatto la faglia rimane e con essa il rischio di eventi potenzialmente catastrofici, come quelli che si sono verificati nei secoli passati ben prima che si estraessero idrocarburi.

kthrcds said...

Al momento non si può affermare con certezza che esiste una correlazione tra fracking ed eventi sismici, però c'è chi sembra avere le idee chiare su questo punto.

«Wells Fargo & Company, che è sia la principale banca erogatrice di mutui degli Stati Uniti che il principale finanziatore del secondo produttore di gas, la Chesapeake Energy Corp., rifiuta di accendere mutui alle proprietà coinvolte nell'estrazione di gas.
[...] Ciò è motivo di preoccupazione e di svalutazione delle proprietà che, si calcola, a causa del fracking possono perdere fino all'80% del valore.
E qualora si voglia optare per un'assicurazione a scopo cautelativo, anche lì la porta è sbarrata: nessuno vuole assicurare contro i rischi del fracking.
La meravigliosa nuova tecnica che ci affogherà nel petrolio e nel gas, continua a rappresentare insomma più un problema che una soluzione».

Tra virgolette:
http://petrolio.blogosfere.it/2012/05/fracking-in-usa-le-banche-non-si-fidano-niente-mutuo.html

Inoltre, il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) afferma:

«una possibile spiegazione è l'aumento del numero di pozzi perforati nell'ultimo decennio e l'aumento fluido usato nel fratturazione idraulica di ciascun pozzetto. La combinazione dei fattori è probabilmente la creazione di quantità molto più grandi di acque reflue che spesso le aziende iniettano nei pozzetti di smaltimento sotterraneo. Gli scienziati hanno collegato questi pozzi di smaltimento ai terremoti fin dal 1960. Le iniezioni possono indurre sismicità modificando la pressione e aggiungendo lubrificazione lungo le faglie».

Tra virgolette:
http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/il-terremoto-in-emilia.html

Anonymous said...

usiamo il web, diffondiamo a tutti quello che abbiamo letto, suscitiamo dialoghi, scalpore, opinioni, ricerche, voglia di sapere e chiarire questa terribile vicenda, l uomo questo puo fare e non sfidare la natura. usare l intelletto, la razionalita'.grazie Maria Rita, siamo piu ricchi ora.
Irene

Anonymous said...

molto interessante quello che ho letto,ho mandato una e-mail a porta a porta per chiedere agli specialisti che erano in trasmissione cosa pensassero di questi pozzi trivellati quelli di reiniezione e lo stoccaggio del gas,grazie ancora!

Anonymous said...

ho letto con molto interesse tutto il post,ho mandato una e-mail a porta a porta per chiedere agli specialisti nella trasmissione cosa pensassero dei tanti pozzi presenti,dei pozzi di reiniezione e dello stoccaggio dei gas,grazie mille!

Anonymous said...

per chiarire la malafede della responsabile di questo blog, basta vedere come travisa, (dato che non può fare errori di traduzione ) la frase dell'UGS:
The injections can induce seismicity by changing pressure and adding lubrication along faults.

i siti di reiniezione ad alta pressione hanno "quasi sicuramente" scatenato i terrremoti come dice l'USGS
chiunque capisce che "can" ovvero "può" non vuol dire "quasi sicuramente" come dice la d'orsogna. dato che l'inglese dovrebbe saperlo, una simile traduzione vuole solo travisare il significato della frase. f
fa poi francamente pena la fine del suo intervento, quando scrive
"Alla fine resta la sola domanda: chi ci guadagna in tutto questo trivellare, stoccare, petrolizzare?

Nessuno di noi esseri normali.

In Emilia, ci sono stati morti, perdite ingenti, angoscia, paura, domande senza risposte in cambio di niente.

questo è un insulto a tutti gli esseri normali, geologi operai impiegati che lavorano onestamente e fornendo il massimo delle loro capacità per una professione onorevole e che ci permette di farci muovere e riscaldare a costi tutto sommato ridottissimi.
scriviamolo con forza: questo terremoto non c'entra nulla con il petrolio e chi scrive il contrario non fa contro informazione ma disinformazione!

Anonymous said...

Da geologo, vorrei solo ricordare che l'Italia, piu' o meno tutta, e' territorio soggetto a gran sismicita'. Africa che "preme" sull'Europa, Appennini sulle Alpi.... Per semplificare, tra un tempo geologico (lungo per noi, breve per il nostro pianeta), il mare Adriatico non esistera' piu'.
Forse prima di cercare strane cause per questo terremoto, dovremmo ricordarci di queste cose ed iniziare aa costruire case e capannoni in modo anti-sismico. La ricerca delle streghe, infatti, portera' ad un solo risultato: non si fara' niente sul fronte della prevenzione, tanto la causa del terremoto non e' naturale e poi il prossimo forte sisma ci sara' tra 5-10 anni e certamente colpira' un'altra regione....
Quando il vesuvio, vulcano attivo, fara' quello che i vulcanologi si aspettano, cosa tireremo fuori? La Camorra che butta dentro il cratere qualche rifiuto tossico???

maria rita said...

all'anonimo che dice che io traviso l'USGS, no caro, e' lei che e' un negazionista:

the recent surge of earthquakes since 2001 near oil and gas extraction operations is "almost certainly man-made"

William Ellsworth, United States Geological Service, April 2012.

renzo said...

Maria Rita, non la conosco ma vorrei entrare in contatto con lei. Sono ingegnere, mi occupo di perforazioni del sottosuolo (non per la ricerca, estrazione o altro legato agli idrocarburi) ma soprattutto vivo a pochi metri dal primo e più grande dei depositi profondi ad alta pressione costruiti da ENI (in particolare dalla STOGIT) in Italia. come posso contattarla? Renzo

P.S.
Al geologo "Anonimo". Sono un tecnologo, e nella mia vita professionale mi è già capitato di veder tramontare dei "miti" perché magari si scopriva che quella determinata sostanza era cancerogena (e non si sapeva prima) o che un certo processo iduceva esternalità negative maggiori dei benefici. La scienza deve porsi delle domande, anche quando possono essere scomode o spinose, e deve dare delle risposte che siano tali (ovvero indipendenti) a prescindere se la risposta sia un "si" o un "no". Questo è il lavoro dello scienziato. Il resto è mercificazione professionale.

Anonymous said...

Non sono un tecnico, ma non capisco perché tutti si affannano a parlare delle scosse del 20/5 e nessuno menzioni le prime due del 18/5, a pochi km di distanza: la prima scossa profondità 1,9 km, Ml 2.9, lat44.9 lon11.15, la seconda, 4 minuti dopo, profondità 9,2 km, Ml 1.8, lat44.925 lon11.384 (http://cnt.rm.ingv.it/). Forse perché profondità e intensità della prima sono compatibili con pozzi industriali?
Carlo

antonio petrocelli said...

l'hai sparata grossa..molto grossa...come si fa a dire certe stronzate sul fraking ..se sono 40 anni che si fannoo...quindi io che ne ho fatto una 20 solo quest'anno..avrei provocato 30 o 50 terremoti..traducendo hai detto..che se ti fai un buco con l'ago muori dissanguato...

Anonymous said...

sono una persona di Mirandola epicentro edistante pochi km da rivara, posso affermare che da molte testimonianze dirette da febbraio in poi furono eseguiti molte perforazioni con sondaggi nella zona di Rivara dalla Rivara ERG storage del gruppo Total Erg. Tali sondaggirisulta che fosseroiniziati da marzo fino a pochi giorni prima del 20 maggio, queste perforatrici giravano nellanostra zona ed effettuavano perforazioni PONENDO DELLE CARICHE ESPLOSIVE CHE FATTE BRILLARE SERVIVANO ALLO STUDIO DEL SOTTOSUOLO. ESISTE ANCHE UNA PERFORATRICE BRUCIATA A CAUSA DELL'ESPLOSIONE DI UNA FALDA DI METANO TROVATA DALLA CARICA ESPLOSIVA !!!!. Moltissimi di noi abitanti riteniamo che queste esplosioni di sondaggio abbiano creato un VULNUS nella faglia favorendol'esplosione e la movimentazione della stessa con magnitudo anomala. A tal riguardo sarebbe interessante studiare la storia sismica dei gironi precedenti il 20 maggio che risulta anomala rispetto ad altri episodi tellurici, non ci sono stati preavvisi d'incremento di scosse se non poche ore prima della notte del 20 maggio

kthrcds said...

Sul sito della AleAnna Resources si trova una mappa della attività in corso nella Pianura padana. Nella mappa, che si trova qui:

http://www.aleannaresources.com/it/node/73

si nota che l'area colorata tra Mirandola e Carpi coincide perfettamente con gli eventi sismici del 20 e 29 maggio. Mentre l'area colorata che indica Comacchio coincide con il terremoto di questa mattina, 6 giugno.
Coincidenze? Destino cinico e baro?

Daniela said...

Però c'erano state delle scosse, nelle stesse zone poi colpite dal 20 maggio, già a gennaio, piuttosto forti (magnitudo 4.9 e 5.4) e molto profonde (33km e 60.8km). Le trivellazioni come possono avere inciso a tali profondità e potenza?

Anonymous said...

Andate a vedere la DIRETTIVA 2009/31/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile 2009
relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e la direttiva 2010/75/UE all'Art. 36.
In futuro gli stoccaggi geologici saranno sempre più frequenti anche prescritti dalle direttive europee.

Anonymous said...

Per l'anonimo di Mirandola.
Mi sono permesso una ricerca su ISIDe (http://iside.rm.ingv.it) coi seguenti parametri: dal 20/2 al 18/05 tra lat 44.50-45.30 e lon 11.0-11.50, da Ml0,0 a 6,0. Risultato? L'1/4 un 2.6 a 35km di profondità zona Casalecchio di Reno. Poi le due scosse già segnalate del 18/5 a nord di San Felice.
Ora, se è vero che la ERS ha effettuato queste "ispezioni" è da denunciare perché non aveva alcuna autorizzazione - il VIA aveva dato il nulla osta per l'autorizzazione del ministero di concerto con la regione, ma la regione ha detto no tre volte quindi niente autorizzazione. Se qualcuno ha prove documentali potete denunciare la ERS per l'illegalità dell'operato, ma da qui a farla passare per la causa di uno sciame sismico di quelle proporzioni ce ne corre. Mentre i pozzi già attivi potrebbero avere delle concause.

POTREBBERO, amico Petrosino, ma escluderlo a priori perché è da 40 anni che si fanno non ha alcun senso. Non c'è un nesso causa-effetto accertato, si cerca di capire se c'è. Se lo rifiuti vai tranquillo, scava e dormi sereno. Però tieni presente che più i tecnici che "sanno", come te, si rifiutano di fornire dati più nei non tecnici il dubbio cresce.
La mia domanda è semplice: una scossa di 2.9 a 1,9 km di profondità è compatibile con un pozzo industriale? Poi magari lì nel raggio di 20 km non esistono pozzi e il problema si risolve da sé!
Carlo

kthrcds said...

Qui c'è uno studio sulla zona dell'epicentro del terremoto del 20 maggio scorso:

http://www.olambientalista.it/wp-content/uploads/2012/05/Petrolio-e-sismi-Ortolani.pdf

Lo studio, che rifugge da immotivati allarmismi e teorie complottiste, premette che:

«il sisma ha una chiara origine naturale tettonica [e sottolinea che] nelle aree interessate da faglie attive nel sottosuolo esistono numerosi pozzi profondi finora eseguiti per ricerca di idrocarburi.
[...]
Come è noto sono in corso alcuni interventi di riimmissione di metano nelle rocce serbatoio di giacimenti ormai esauriti. [...] Non si intende mettere in relazione le iniezioni di fluidi nel sottosuolo o comunque l'estrazione di idrocarburi con l'attività sismica di elevata magnitudo di chiara origine tettonica.
[...]
Crediamo che vadano chiariti alcuni problemi, quali ad esempio, se l'estrazione di idrocarburi e la "reiniezione" di fluidi in pressione in aree con faglie sismogenetiche capaci di scatenare eventi di elevata magnitudo con conseguenti spostamenti verticali, orizzontali e rotazione di blocchi lapidei sia da vietare oppure, come accade attualmente, da lasciare completamente libere.
Si deve inoltre fare chiarezza sull'incidenza che possono avere le "reiniezioni" di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive».

Il documento conclude affermando che «una considerazione di notevole interesse va fatta sull'impatto degli eventi sismici sulle tubazioni per estrazione di idrocarburi in zone interessate da faglie attive e sull'impatto che può essere determinato dalla "iniezione" in pressione di fluidi all'interno delle rocce serbatoio in zone con tettonica attiva.
Tali considerazioni vanno fatte con apporti scientifici indipendenti e qualificati, considerando l'importanza industriale dei giacimenti di idrocarburi e l'importanza socio-economica delle risorse naturali di importanza strategica come le acque sotterranee e superficiali nonchè la salute dei cittadini.
Finora non è mai stato affrontato in maniera trasparente e credibile questo problema».

Anonymous said...

Alle volte mi vien da pensare che tutti coloro che saccheggiano il pianeta devastandolo e compromettendone poco o tanto l' abitabilità e la vivibilità, sotto sotto siano extraterrestri in incognito i quli, dopo aver rosicchiato a dovere la forma di formaggio, se ne torneranno sazi e soddisfatti al pianeta di provenienza. Può darsi pure che i saccheggiatori siano umani tanto insipienti da credere che sarà quanto prima possibile emigrare altrove in qualche altra "Terra" vagante nello spazio.
Philosophus PADOVA

Anonymous said...

Complimenti agli "Amici del Giaguaro"!
Auguro loro caldamente di essre divorati per primi!

Anonymous said...

Nessuna Compagnia vuole assicurare contro i rischi del "fracking"; Mi sembra abbastanza sintomatico e sufficiente per attenersi al principio di precauzione.
E' ovvio che nel costruire si debbano adottare criteri antisismici nelle zone soggette a terremoti perché, e questo vale per qulsiasi circostanza, "La prudenza non é mai troppa"; E' pure ovvio che le cause dei terremoti sono svariate e quasi sempre concomitanti; ma appunto perché una zona é soggetta a sismi, é ancora più indispensabile non usare il "fracking"; Chi non ricorda, a questo proposito; la subsidenza drammatica dei terreni causata dall'estrazione di metano nel Delta Po? Si smise di pompare metano e la subsidenza ritornò normale. Philosophus Patavino - Anonimo

Anonymous said...

guarda caso oggi c'è una stata una nuova scossa, in mare vicino ravenna, proprio dove è situato il primo pozzo che hai postato in cartina...

fabio69 said...

sono geologo ma non sono esperto di perforazioni petrolifere, ho letto con attenzione il suo articolo e mi preoccupa, perchè vivo a Piacenza e il progetto di re-iniezione della CO2 nei pozzi di Cortemaggiore sta procedendo. Giusto per fare una verifica anche banale, avete provato a sovrapporre le posizioni dei pozzi petroliferi e di re-iniezione in attività con gli epicentri dei terremoti? e a confrontare le profondità di perforazione dei pozzi con glil ipocentri dei terremoti? cordiali saluti

Anonymous said...

kthrcds said...
"si nota che l'area colorata tra Mirandola e Carpi coincide perfettamente con gli eventi sismici del 20 e 29 maggio. Mentre l'area colorata che indica Comacchio coincide con il terremoto di questa mattina, 6 giugno.Coincidenze? Destino cinico e baro?"

Almeno tre domande uno si deve porre per analizzare cause ed effetti:

I sismi in quella determinata zona esistono perche ci sono le attivita' petrolifere o le attivita' petrolifere in quelle zone esistono perche' la zona e' (o e' stata) sismica?

A che profondita' sono avvenuti i terremoti vs a che profondita' avvengono le attivita' petrolifere?

Come spieghiamo il terremoto devastante del 1570 se invochiamo l'attivita' petrolifera come una causa o concausa?

Domande legittime a prescindere...

kthrcds said...

@ Anonimo (June 6, 2012 11:32 PM)

Non so rispondere alle sue domande.
Attività di trivellazione nelle vicinanze di Ravenna ce ne sono dagli anni '60, sicché non si può fare una stretta correlazione con i terremoti.
La profondità degli epicentri dei terremoti susseguitisi a partire dal 20 maggio si trova qui:

http://cnt.rm.ingv.it/

e varia in generale tra i 2 e i 10 km, con qualche eccezione tra i 20 e i 30 km.

Per ciò che riguarda il terremoto di 500 anni prima, lo spieghiamo come lo abbiamo spiegato sinora: come un normale evento sismico la cui distanza nel tempo ha indotto la comunità scientifica a stabilire, come di fatto è avvenuto fino al 2003/2006, che l'Emilia Romagna è zona a basso rischio sismico.
L'unica cosa che posso dire è che un'attività sismica come quella registrata in questo particolare periodo in Emilia Romagna è del tutto anomala.
Che poi c'entrino le trivelle o chissà cos'altro, io non lo so.
Però, visto che d'ora in poi la regione sarà classificata come ad alto rischio sismico, direi che le trivelle se ne dovrebbero andare altrove.

Volendo, si può anche seguire la strada opposta, ossia concedere di tutto e di più a trivellatori e quant'altro, dal momento che in quell'area sono già presenti imponenti stabilimenti petrolchimici, agricoltura industrializzata su vasta scala con irrorazione di pesticidi, inceneritori che spandono le loro esalazioni in un raggio di oltre 18 km, ecc.
In conseguenza di tutti questi presidi della “modernità”, l'incidenza di tumori tra la popolazione è assai più altra della media, per cui – ragionando cinicamente - qualche morto in più non si noterebbe nemmeno.
Infine, una considerazione meramente economica. Che senso ha concedere licenze di sfruttamento del sottosuolo che fruttano rendimenti ridicoli?

Anonymous said...

ohttp://energyindustryphotos.com/what_is_hydraulic_fracturing.htm
Questo sito contiene un video che rende bene l'idea.

Anonymous said...

http://energyindustryphotos.com/what_is_hydraulic_fracturing.htmncerc

Anonymous said...

@ kthrcds:
grazie per il link al sito dei terremoti, interessantissimo.
Gran parte dei simi nella lista sono microsismi, non o poco percepibili (fino al grado 3) quindi concetriamoci su quelli che hanno provocato i danni e le vittime quidi di mag. superiore a 3. Variano tra i 6 ed i 10Km, ben al di sotto delle profondita' raggiunte dall'attivita' petrolifera nella zona.
Per quanto riguarda la prima domanda, quello che volevo dire e' che i terremoti esistono perche' le rocce sono sottoposte in quella area a deformazione e rottura e forse uno dei motivi per i quali c'e' attivita' petrolifera nella zona e' proprio perche' le rocce sono deformate. Quindi bisogna essere certi di non confondere la causa con l'effetto.
Per quanto riguarda shale gas, non c'e' alcuna attivita' del genere nella zona, quindi lasciamo perdere l'argomento in questo contesto, almeno che il motivo sia quello di spostare la problematica sulle energie alternative. Antonio

Anonymous said...

falso.
il fracking è già stato utuilizzato in toscana per stessa ammissione della società estrattiva, la stessa che opera a rivara!

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_giugno_08/terremoto-emilia-stoccaggio-gas-fracking_ed5c1ac4-b0a7-11e1-b62b-59c957015e36.shtml

http://www.ir-plc.com/business/business.html#gp

Orsovolante said...

In Toscana, come si legge bene sul sito della società interessata, sono stati effettuati dei prospetti, non delle prove di Fracking.
d'altra pratese qualcuno effettuase clandestinamente questa pratica sarebbe piuttosto facile per i geologi accorgersene. I micro terremoti associati hanno a quanto pare un profilo caratteristico.
Credo inoltre che nessun terremoto legato ad attività di stoccaggio o di Fracking abbia simili estensioni.
E d'altra parte lo stoccaggio di gas e di rifiuti della perforazione utilizza siti ove quei gas e il petrolio erano già presenti e in pressione prima che venissero estratti.

In ogni caso questo genere di discussioni mi lascia perplesso.

Si sapeva ormai da un decennio almeno che la zona é sismica. Certo con bassa ricorrenza, circa 500 anni, ma lo é.
Dare la colpa all'attività estrattiva, che per inciso non piace nemmeno a me, é un po' nascondere la testa sotto la sabbia.
Non voler ammettere che abitiamo un mondo che si fa pochi scrupoli della nostra presenza e dalla presenza di fenomeno con cui dobbiamo pensare di convivere.

Sarebbe più utile parlare di costruzioni anti sisma, che di leggende metropolitane.
Il Fracking è una pratica inquinante che spero non venga attuata in Italia, ma non ha nulla che fare, ne lui ne lo stoccaggio sotterraneo di gas, con questa catastrofe.

Sand said...

Curiosi di generare voi stessi la liquefazione delle sabbie mentre prendete il sole sulla spiaggia, magari per ricordare i bei tempi di quando si era bambini?
http://www.youtube.com/watch?v=JrAaHmOErrQ

Anonymous said...

Quante stupidaggini!
Leggete qua piuttosto

http://ulisse.sissa.it/scienza7/notizia/2012/giu/Uesp120608n006/

Copio alcuni passaggi

Terremoto e trivelle, molta confusione
.......
Sia chiaro: la confusione regna sovrana. Innanzitutto, a quel che ho visto è letto in giro – internet, televisione, radio, carta stampata – si continuano a confondere pratiche molto diverse: fracking (o fratturazione idarulica), trivellazioni di tipo tradizionale e stoccaggio dei gas in siti sotterranei.

Per chiarezza: Il fracking è la pratica di iniettare acqua nelle profondità per fratturare le rocce al fine di estrarre (per esempio) il gas racchiuso nelle porosità. Questa è una pratica non consentita in molti paesi al mondo, che suscita le proteste degli ambientalisti. Nelle trivellazioni tradizionali, per estrarre greggio o gas si fa un buco profondo con una trivella, il gas o il petrolio (in pressione nel sottosuolo) salgono e vengono raccolti. Lo stoccaggio del gas è un metodo per immagazzinare il gas estratto iniettandolo in una falda senza togliere l’acqua: il liquido acquisterà pressione che servirà a spinger fuori il gas quando servirà estrarlo.

Delle tre metodologie, l’unica per cui esista una letteratura scientifica sul collegamento con attività sismica indotta è la prima, il fracking, per le altre due i dati sono insufficienti a concludere alcunché. La fratturazione idraulica può talvolta provocare scosse di lieve entità, con origine superficiale. Infatti come ci spiega Aldo Vesnaver, esperto di trivellazioni petrolifere per OGS, il fracking “è da sconsigliare se viene fatto vicino a falde acquifere superficiali, mentre non è un problema se fatto a profondità significative (1-2 km, o più)”.

In ogni caso il fracking praticato dall’uomo attualmente avviene a profondità ben inferiori a quelle degli ipocentri di un terremoto (diversi chilometri solitamente, certamente sopra i 5) e comunque ben lontani dalle profondità di origine del sisma emiliano (intorno ai 10 km). E se non bastasse, come ci testimoniano amici sismologi (che in questo momento chiedono di restare anonimi, perché visto il caos mediatico gli istituti di apparteneza chiedono loro il “silenzio stampa”) non vi è notizia in letteratura di terremoti di magnitudo 6 indotti dall’attività umana. La sequenza dei terremoti padani recenti poi, sempre a detta degli stessi, mostra chiaramente che si tratta di un terremoto di origine tettonica, anche vista l’estensione sia spaziale, un fronte di oltre 80 km, che temporale.

E per sciolgliere ogni dubbio, il fracking non può avere provocato la sequenza di scosse emiliane, perché in Pianura Padana (e in tutto il resto del paese) non si è mai fatta fratturazione idraulica. Giorgio Zampetti, geologo di Legambiente ce lo conferma: “dai dati in nostro possesso l’unico paese in cui si è praticato fracking in tutta Europa è la Polonia, in Italia questa attività è del tutto assente”. “Ne siamo sicuri,” aggiunge, “questo terremoto è di origine tettonica”.

......

maria rita said...

la foto in cima con tanto di scritta "frac job" a ribolla, da parte della stessa ditta che vuole fare lo stoccaggio a rivara, sara' sicuramente un fotomontaggio!

Fracking a Ribolla, Grosseto

Anonymous said...

Vi lascio chiacchierare amabilmente e mi levo dalla discussione. Sono stanco di vedere e sentire "schieramenti". Speravo che almeno qui qualcuno fosse in cerca di risposte mentre vedo che quasi tutti sono portatori di soluzioni. Bel metodo, complimenti. L'inutilità fatta blog.
Per admin: non pubblicarlo, non serve a niente. Chi ha già un orientamento non lo cambierà certo per questo!
Carlo

Pietro Garofalo said...

Come dicono gli inglesi: fly down, please. In termini scientifici 'can' equivale a 'to be' able to'. Non esageriamo con questi commenti e badiamo alla sostanza.

Anonymous said...

Hai ragione. Bisogna schierarsi anzichè capire. In politica in economia dovunque: e a schierarsi si rimane fermi, anziche procedere per trovare una direzione. Grazie. Dome

Fasano said...

Buongiorno, io lavoro per una compagnia petrolifera. Lo premetto per anticipare le accuse di essere "di parte" o di parlare "per interesse"...Ve lo dico chiaramente: non ho interesse a difendere nessuno, scrivo solo perchè vedo scritte delle totali assurdità, e sarebbe bello che qualcuno DEL CAMPO e che quindi CONOSCE DAVVERO GLI ARGOMENTI DI CUI PARLA, possa parlare liberamente. Viceversa, suonatevela e cantatevela da soli sulla base di una ricerca in google, se credete di poter cosi capire un argomento tanto complesso. Scommetto che fra i lettori non pochi saranno convinti che il petrolio sta in caverne sottoterra, per intenderci. Volevo dire un paio di cose:
Dal punto di vista "ideologico", vorrei dire che fermo restando la necessità di estrarre petrolio (non mi dite che voi non fate una doccia calda, non usate l'auto nè i mezzi pubblici e non usate in generale l'energia - che comunque attualmente per gran parte viene dagli idrocarburi e non può essere sostituita a breve), preferisco che venga estratto sotto il controllo delle autorità italiane, e quindi in italia, rispetto che in paesi in via di sviluppo. Qui le compagnie hanno ancora maggior interesse a non causare danni ambientali (non che altrove facciano apposta a farne, ma qui avrebbero addosso Associazioni, ARPA, regioni, comuni, ASL, etc) con non pochi risvolti negativi di carattere economico e d'immagine. Avete idea di quanto costa alla compagnia una bonifica? Cmq...lavorando nel campo ho scoperto che estrarre petrolio può anche essere un'attività "pulita" (bruciarlo poi non lo è, e su questo siamo tutti d'accordo), se fatta all'interno di determinate regole. Guardate ad esempio la Norvegia, nazione di certo all'avanguardia in campo ambientale e sociale e primo produttore europeo di petrolio. Lì ci sono regole talmente stringenti che alla minima irregolarità le autorità tolgono la concessione e la compagnia rischia di perdere milioni di euro. Anche in Italia la legislazione è molto restrittiva (fracking a parte), e di questo non posso che essere felice. Dal mio punto di vista estrarre qui significa almeno assumersi una responsabilità, e non far finta che ogni volta che andiamo al distributore il liquido che finisce nel serbatoio arrivi da Marte.
Detto questo, sarebbe bello discutere su DATI e non su idee...usciamo dalla logica del tifo ed atteniamoci ad un confronto scientifico.
Innanzi tutto, vedo in continuazione citare un geologo dell'USGS che dice che "forse", "potrebbe", "can"...e neanche in una pubblicazione con peer review. Una persona, senza peer...è forse una prova questa?
Sento dire che il fracking inquina le falde: sapete che il fracking si fa in giacimento e in rocce impermeabili (per definizione). Sapete che in giacimento non c'è la falda? O meglio, c'è anche un pochino d'acqua ma che è cosi strettamente legata al petrolio o al gas che è già "inquinata" di suo? Sapete che la fratturazione si estende(quando va bene) per una distanza dell'ordine di metri dal pozzo, mentre le faglie sono sistemi di fratture grandi chilometri e soprattutto a tutt'altra profondità?
Sapete che il proppant non è nulla di inquinante, sono delle sferette di alcuni micron di diametro che servono a tenere aperte le fratture che quindi, di conseguenza, sono larghe solo alcuni micron? Sapete che la microsismicità dovuta alla fratturazione non c'entra nulla con quella tettonica? La microsismicità è il "rumore" della roccia che si rompe in quel punto che è un minuscolo angolo in una enorme massa rocciosa....
Posso andare avanti ore...ci vuole anche la volontà e l'umiltà di ascoltare, però.
Ps, in CALIFORNIA da decenni si fa stoccaggio gas. CALIFORNIA, vi dice nulla il nome? Una delle zone più sismiche al mondo. Credete siano cosi cretini? A Cortemaggiore, PC, di fa stoccaggio dal 1964. Quanti terremoti? Zero?

Saluti, Fasano

Anonymous said...

rispetto al commento di uno che afferma essere di Mirandola e dice <>
vorrei chiedere alla professoressa D'Orsogna che ne pensa. Per favore, risponda.

Anonymous said...

e dice: queste perforatrici giravano nellanostra zona ed effettuavano perforazioni PONENDO DELLE CARICHE ESPLOSIVE CHE FATTE BRILLARE SERVIVANO ALLO STUDIO DEL SOTTOSUOLO. ESISTE ANCHE UNA PERFORATRICE BRUCIATA A CAUSA DELL'ESPLOSIONE DI UNA FALDA DI METANO TROVATA DALLA CARICA ESPLOSIVA !!!!

Anonymous said...

Gentile Dott.ssa Dorsogna, ho appena riportato queste info sul mio diario di FB, ma forse lei riesce a dare maggiore visibilità e a valutare meglio se questo articolo è importante o meno. E' apparso negli USA (!!) nel LUGLIO 2008 !!
FONTE del link : http://www.earth-prints.org/handle/2122/4134

Grazie per la sua attenzione,
Un caro saluto dall'Emilia
claudia

A burning peat site in the Po Valley (Italy) has been investigated for the first time. Beyond the smoke from the smoldering combustion of peat, there are carbonatic concretions and huge amounts of methane in the soil (>60% by vol.), leading to fluxes to the atmosphere of the order of 10 to the power of 2/10 to the power of 3 mg m to the power of -2 d to the power of -1. A wide range of analyses (gas composition, stable isotopes of CH4 and CaCO3, methane radiocarbon) were performed in order to understand whether methane is produced by peat layers or seeps from deeper natural gas reservoirs. The quasi-fossil character of CH4, methane-derived carbonates, methane-stable isotopic compositions related to marine carbonates reduction, the presence of helium, and a fault corresponding to the burning site all converge to indicate that the major part of the methane ascends from deep horizons. Such methane seepage is likely to feed the peat combustion, explaining the observed phenomena and the large outbursts of historical gas-emission events.

Paolo Marani said...

Vorrei sottolineare come si sia recentemente verificato un terremoto off-shore, proprio in prossimità del sito di reiniezione di Ravenna.

Me said...

http://www.facebook.com/pages/Fracking-Fratturazione-idraulica-info/129387913864588

Questa pagina e stata creata per raggruppare le info relative a questa tipologia di estrazione .
Ma non solo , gli ultimi avvenimenti successi qui in Italia , portano a chiedere e chiarire quale sia la causa di questi .
E quando ci sono molte coincidenze , una spiegazione semplice diventa difficile da accettare.

Anonymous said...

Ecco, finita l'ondata di curiosità, tutto tace. Nessuno ha risposto a nessuno, tutti a dirsi cose inutili e per niente concrete. Che abbiamo risolto? Chi credeva nel danno procurato resta convinto, chi lavora per le compagnie di estrazione difende il proprio lavoro (nessuno accetterebbe di operare in un campo che potrebbe essere pericoloso per la vita altrui... - forse non è così, la storia ce lo insegna più che bene). Ma resta ancora la mia domanda a cui nessuno si degna di rispondere: il 18/5 c'è stata la prima scossa dopo mesi di quiete in zona, un 2.9 a 1,9 km di profondità; questo sisma è o no compatibile con attività di perforazione? Invece di fare grandi ragionamenti sulla California, si Fasano, ce l'ho con te!, come se il fatto che azzardare con la natura sia quasi una scommessa e nulla più, rispondete a quella domanda, non è difficile: o sì o no.
Ma lo so qual è il problema: se la risposta è sì, è compatibile, tutti alla ricerca del colpevole, ma se la risposta fosse no, il problema sarebbe ancora più grave, perché un PRIMO movimento di faglia a 1.9 km significa che tutte le concessioni date in zona sono perlomeno azzardate.
E lo so, mi devo rispondere da solo, visto che i grandi esperti non lo fanno!
Carlo

Anonymous said...

Rispondo alla specifica domanda di Carlo, che ha postato il 21 giugno 2012 alle 3:02 AM (California time).
No, il sisma del 18/5 (dopo mesi di quiete in zona), un 2.9 a 1,9 km di profondità, non è compatibile con attività di perforazione, per il semplice motivo che non è avvenuto a 1,9 km di profondità ma probabilmente a circa 15-20 km di profondità.
Carlo, devi sapere che la profondità dei sismi più deboli, quelli risentiti da relativamente poche stazioni, è solo approssimativamente indicata da INGV, il quale indica una profondità anche molto lontano dalla vera profondità, specialmente in pianura padana, che ha un rumore di fondo M=1 di suo (treni, camion, industria varia, trattori, aratura, e tante altre sorgenti antropiche e naturali).
Accurati studi promossi da industrie di stoccaggio interessate a sapere la vera profondità dei deboli sismi che hanno interessato la zona prima della grande sequenza iniziata il 20 maggio 2012 alle 4 di notte (me lo sono beccato in pieno, quello, e mi ha buttato letteralmente giù dal letto) hanno stabilito che tutti gli eventi locali registrati dal 1987 in poi fino al botto del 20 maggio sono avvenuti a profondità comprese tra i 9 e i 33 km.
La Protezione Civile paga l'INGV per dirgli entro 1 o 2 minuti se è successo un grande terremoto e dove, ma non necessariamente a che profondità precisa. L'INGV usa i dati per azzardare anche una profondità, ma i calcoli sono validi solo in caso di risentimento da parte di un numero grande di stazioni, quindi di terremoti grandi.
Per i terremoti piccoli, sentiti da poche stazioni, ci sono enormi problemi di calcolo della profondità esatta, specialmente in Pianura Padana, a partire dal modello di velocità da adottare e dal riconoscimento in automatico del primo segno di movimento del pennino del sismografo (oggi si usa un tracciato digitale, ma il concetto è quello). Nei terremoti piccoli, è difficile che il software riesca a scegliere il picco giusto, specialmente in Pianura Padana dove il rumore di fondo è relativamente alto. Nei fatti, è comune che il programma prenda un falso picco pochi millisecondi prima del vero picco. Il tutto tende a fornire una stima della profondità molto più superficiale di quella vera. Ancora più spesso, il programma sbaglia la scelta del picco in più di una stazione, e allora il calcolo si incarta su se stesso e dopo un numero prefissato di iterazioni si arrende e fissa la profondità ad un valore arrotondato, tipicamente 0, 5 o 10 km. In questo caso, nel tabulato appare una (F) che significa profondità Fissata, e perciò non attendibile scientificamente.
I più scaltri tra gli osservatori possono comunque avere conferma della profondità vera del debole terremoto, facendo ricorso a due osservazioni. Se il debole terremoto è risentito in una zona troppo grande rispetto a quanto ci si aspetterebbe se il terremotino fosse davvero superficiale, allora è segno che il terremoto è avvenuto a profondità di decine di km. Se il tracciato del sisma, riportato sulle pagine specialistiche del sito dell'INGV appare privo delle altre frequenze tipiche di un sisma estremamente superficiale, allora vuol dire che il sisma è molto profondo, e che la terra ha agito da filtro naturale che abbatte le alte frequenze e lascia propagare quelle basse. Quando entrambi i criteri sono accoppiati, è praticamente certo che la piccola profondità riportata dal sito INGV (fissata o non fissata) non è veritiera. Tutti i sismi riportati a profondità inferiori di 5 o 6 km dal sito INGV avvenuti dal 1987 al 19 maggio 2012 rispondono a questo criterio, e sono molto più profondi di quanto indicato.
Per avere profondità attendibili per sismi leggeri occorre disporre di una rete sismica locale molto fitta e molto sensibile, che non viene mai istallata a casaccio sul territorio, ma solo nei primissimi giorni di un sisma di grande dimensione, come poi è avvenuto anche in Emilia. Se Carlo vuole ulteriori approfondimenti, non esiti a chiederli. Cercherò di fare del mio meglio.
Geologo Anonimo