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Thursday, December 31, 2009

Svizzera: trivelle, terremoti e galera


** Ho scoperto qualche giorno fa che la classe IIIB dell'istituto magistrale Cesare de Titta ha vinto un premio nazionale ed una vacanza a Vieste per un cortometraggio sul centro oli di Ortona. E' bellissimo, e si puo' scaricare qui. Grazie a Danilo e Katia e a tutta la IIIB. **

Markus Haring e' un ex-petroliere che tre anni fa decise di tirare fuori energia dal cuore della terra - calore termico, fra le roccie. Questa energia 'geotermica' e' considerata rinnovabile, nel senso che e' vapore o acqua calda presente naturalmente fra le fessure del sottosuolo e che qualche volta fuoriesce, come i geyser dei parchi americani. Si e' allora pensato di estrarre questi fluidi per farci l'energia, che da qualche parte dobbiamo pur trovare.

Qualche volta pero' dentro a questi fluidi caldi ci sono impurita' dentro e specie quando il processo di estrazione e' industriale queste sostanze finiscono nell'atmosfera. L'idrogeno solforato colpisce anche qui, come ben sanno in Toscana, nei monti dell Amiata e anche alle isole Hawaii dove un impianto di energia genotermica continua a tirare fuori H2S a tutto spiano.

Dico tutto questo per completezza, perche' la storia di Mr. Haring riguarda soltanto un primo tentativo di estrarre questa energia ... nel cuore di Basilea, Svizzera!

Il nostro eroe ben penso' di scavare un pozzo di 5 km per estrarre fluidi geotermici a larga scala, ma l'8 dicembre del 2006 qualcosa si inceppo'. La citta' di Basilea venne attraversata da un forte terremoto - 3.4 della scala Richter in una citta' dove i terremoti erano rari, anche se c'e' una faglia sotto la citta'. L'ultimo terremoto grave fu nel 1400.

Sia il governo svizzero che i sismologi della citta' di Basilea furono concordi nell'attribuire questo terremoto alla trivelle. Le scosse di assestamento durarono per i vari mesi successivi. Ce ne furono mille. I metodi di trivellamento di pozzi per l'energia geotermica, non sono poi cosi diversi da quelli per il petrolio. Anche in Abruzzo si vuole arrivare in certi posti a scavare a 5 km sotto la crosta terrestre.

Gli svizzeri immediatamente fermarono il progetto e dopo un po anche altri progetti simili per trivellare il nord della California alla ricerca di energia geotermica vennero fermati, visto che la California e' zona sismica. Fra i sostenitori del progetto c'era anche la sezione filantropica di Google. Tutto fermo dunque.

Ma non e' finita li, proprio qualche settimana fa, Mr. Haring e' stato annunciato che Mr. Haring in qualita' di capo del progetto, sara' processato per avere intenzionalmente causato danni alla popolazione. Ha detto che lo sciame sismico precedente il terremoto era solo un modo "per apprendere" e che dei terremoti lui non ne sapeva niente. Rischia fino a 5 anni di galera.

PS: Per il 2010 - che ne facciamo di questo blog? Serve ancora scriverlo? A un certo punto dovra' chiudere. A me piace ancora scriverlo e mi pare che di storie petrolifere ce ne siano tante ancora in giro, ma non vorrei diventare noiosa. Intanto, speriamo che l'anno nuovo sia buono. Il 2009 ha avuto tanti lati negativi, ma, dritte e storte, siamo riusciti almeno a ritardare le trivelle in Abruzzo. Grande o piccola vittoria che sia e' soltanto merito della popolazione, e di nessun altro.

Ortona, 7 gennaio 2010, Sala Eden - ore 17:30 - parliamo di Ombrina Mare.


Fonti: New York Times , Times On Line, Electric UK

Monday, December 28, 2009

Le estrazioni di gas ed il sindaco di New York


In questi ultimi mesi varie ditte petrolifere hanno inziato a parlare di trivellare lo stato di New York alla ricerca di gas naturale. La Chevron e le sue amiche non hanno badato a spese e ogni tanto sui giornali compaiono pubblicita' su quanto siano bravi-belli-buoni i petrolieri e quanto importante sia avere "gas-americano".

La citta' di New York, spronata da vari gruppi di attivisti professionisti (cioe' che fanno solo quello e che vengono finanziati da fondazioni di vario genere e da cittadini privati) ha allora incaricato il proprio dipartimento di protezione ambientale ad indagare meglio su queste proposte trivellazioni. E' venuto fuori che il trivellamento di gas (ma va!) potrebbe riversare nelle falde acquifere varie sostanze tossiche che contaminerebbero l'acqua potabile in maniera cataastrofica. Per essere sicuri che l'acqua sia pulita e sana ci vorrebbe uno speciale sistema di filtraggio che costerebbe 10 billioni di dollari da costruire, e 100 milioni da operare ogni anno. Il tutto significherebbe un aumento delle tariffe dell'acqua del 30%. A New York - come in quasi tutta l'America - l'acqua e' pubblica.

Il report ha anche aggiunto che a parte i soldi ed i costi esorbitanti per la collettivita' non e' solo e' una questione di denaro, ma che e' una strategia sbagliata per i molti rischi - di salute umana e ambientale associati al trivellamento - e che e' meglio lasciar perdere.

Il sindaco Micheal Bloomberg e' andato sui giornali ed ha detto, chiaro e tondo, senza parole difficili che la citta' di New York chiede che le estrazioni di gas vengano fermate perche' si corre il rischio di inquinare in maniera inaccettabile le fonti idriche della citta'. A lui si e' poi affiancato tutto lo staff amministrativo della citta'. Ad esempio l'assessore all'ambiente (Daniela Stati prendi esempio!) ha detto che le trivelle presentano rischi inaccettabili per l'acqua pubblica e che la citta' ha gia' investito 1.5 billioni di dollari per proteggere le proprie acque. Ha aggiunto che ci sono troppi rischi, sia noti che imprevedibili e che questi sono semplicemente inaccettabili. Un consigliere cittadino, geologo di professione, tale James Gennaro ha detto che la risposta alla richiesta di trivellare deve essere un secco no.

This is an activity that is completely and utterly inconsistent with a drinking water supply. This cannot happen. This would destroy the New York City watershed, and for what? For short-term gains on natural gas?

Questa e' una attivita' che e' completamente ed assolutamente incosistente con una risorsa di acqua potabile. Questo non puo' succedere. Questo distruggerebbe la rete idrica della citta' di New York. E per cosa? Per ricavi a breve termine sul gas naturale?

Fra le sostanze inquinani che hanno trovato in posti dove gia' si trivella gas naturale con sostanze chimiche aggressive ci sono:

Ethylene Glycol - l' esposizione cronica puo' causa blocchi renali e danni al cervello;
Glycol Ether - l'esposizione cronica puo' causare problemi di circolaizone del sangue;
Propylene Glycol - l'esposizione crinica puo' causare attacchi di cuore.

Altri cancerogeni associati alla produzione del gas includono il benzene, i biocidi, l'uranio radioattivo, piombo, mercurio e radio. Tutta questa robaccia e' stata trovata nell'acqua potabile di vari stati USA trivellati alla ricerca di gas - Pennsylvania, Colorado, New Mexico e Wyoming.

Intanto i lungimiranti amministratori di Bomba mi fanno sapere che "stanno valutando" i rischi ed i vantaggi delle estrazioni di gas proprio sulla riva del lago di Bomba da parte della americana Forest Oil. Valutano dal 2002, anno di inizio delle richieste di trivellamento. Non si sa ne a che conclusione siano giunti, e ne chi abbiano interpellato. Valutano. Intanto l'Espresso riporta che gia' quest' estate la Forest Oil si e' portata avanti coi lavori.

Intanto se uno va sul sito del lago di bomba si legge che:

"le sue acque sono comunque di ottima qualità e formano un habitat ideale per moltissime specie di pesci. Nel lago si possono trovare: Cavedani, Carassi, Carpe, Persici Reali, Scardole, Alborelle, Tinche, Pesci Gatto, Anguille, Trote Iridee di immissione e Trote fario provenienti dall´immissario. Tutte queste specie, distribuite un po´ in tutto il lago, sono abbondanti e di buone dimensioni"

Chissa' quanto bene gli fara' ai pesci avere i pozzi di gas a due passi. Idem per il turismo - chissa' che bello sara' vedere pozzi di gas mentre uno va in vacanza a fare gare di canottaggio, win-self, escursioni con battello pedalò .

Ma si sa, noi italiani siamo dei maghi e l'inquinamento delle acque ci fa un baffo. Nessuno si pone domande, nessuno chiede ad esperti indipendenti, nessuno indaga sui rischi alla salute, almeno secondo quello che dice l'Espresso. Facciamo finta.

Beata ignoranza.

PS: Stamattina sono andata a correre fra i campi vicino a casa mia. Il Feltrino non si poteva guardare. Schiuma, puzza, acqua stagnante e marrone. Uno schifo. Ma come si fa nel 2010 ad accettare una situazione del genere? Ma quando li bonifichiamo questi fiumi abruzzesi? Quando gliele facciamo le multe a chi tratta quei fiumi come fogna? Quando la educhiamo la gente? Chi si impuntera' che quella robaccia si deve pulire e che e' immorale, sbagliato, malsano trattare cosi' i fiumi delle nostre citta'?

Non capisco. Boh. Forse sono io che me la prendo troppo e va bene vivere cosi, senza pensieri.

Fonti: Tedx - the endocrine disruption exchange, New York Daily News,
Reuters, New York Times, L'espresso,
Comune di Bomba

Friday, December 25, 2009

Massimiliano Mazzotta ed il film OIL a SONORA di Sulmona


Domani 27 dicembre c'e' la giornata conclusiva dell'evento Son'ora, una manifestazione culturale che va avanti da un paio di settimane e in cui si e' parlato di vari temi culturali ed ambientali che riguardano noi abruzzesi, italiani e cittadini del mondo.

Questo ultimo appuntamento trattera' la petrolizzazione d'Abruzzo, che nonostante le tante parole, promesse e balle della classe politica e' una emergenza che non e' ancora finita. L'ENI infatti ha ancora tutti i terreni ad Ortona e si rifiuta di restituirli agli ex-proprietari. La Vega Oil vuole trivellare Ortona, la Petroceltic Vasto e la MOG vuole dare il colpo di grazia ad Ortona con un pozzo permanente. Presto arrivera' la scure sul teramano.

Visto che ne' il sindaco Fratino, ne l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo di Martino, sembrano essere interessati al problema che riguarda in prima analisi la loro citta', occorre che restiamo tutti all'erta e vigili. Questo vale anche per gli Ortonesi, che a parte i soliti eroi dei vari blog, sono per la maggior parte semi-anestetizzati.

Sulmona sara' un evento interessante, soprattutto per la presenza del regista Massimiliano Mazzotta che ha realizzato un documentario sulle condizioni di vita a Sarroch, in Sardegna, per gentile concessione della famiglia Moratti . Massimo Moratti, Milly Moratti, Letizia Moratti, e Gianfranco Moratti, mentre si gingillano con l'Inter, l'ecopass di Milano, le bici ecologiche, lasciano morire i sardi di malattie e di incidenti in una raffineria con pochissime misure di sicurezza. OIL ci mostrera' come potrebbe diventare il Feudo se il progetto "centro oli" continua ad andare avanti. La pellicola ha vinto vari premi e io ho proprio voglia di vederlo e di ringraziare il Mazzotta per il suo coraggio.

Intanto petrolieri di varia natura hanno deciso di trivellare Pantelleria, le Tremiti, Venezia, la Puglia, le Marche. Non ne usciamo mica.

Via Ombrina dal nostro mare


** Appena arrivata in Italia - buon Natale a tutti, e per un 2010 senza trivelle **

Mentre il presidente della regione Gianni Chiodi e la giunta regionale discutevano di un una legge che non tutela minimamente il nostro mare, continua l’avanzata dei petrolieri. E se fino ad ora abbiamo visto piattaforme esplorative, adesso arriveranno le piattaforme permanenti proprio a ridosso della nostra costa.

Il 3 Dicembre 2009 la compagnia inglese MOG (Mediterranean Oil & Gas) ha sottomesso al Ministero dell’Ambiente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per poter installare una piattaforma petrolifera a 2km dalla costa tra San Vito e Ortona. Il progetto in questione è quello denominato Ombrina mare2.

L’esperienza insegna che questo tipo di piattaforme rimane per un minimo di 20-30 anni, e secondo quanto dichiarato agli organi di stampa internazionali, saranno scavati altri 4 pozzi, oltre a quello già esistente, per estrarre petrolio e gas.

Questo è solo l’ultimo atto di una serie di richiesta di concessioni per il nostro mare. A Settembre infatti, nell’indifferenza generale, la canadese Vega Oil e la irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7km dal porto di Ortona con il progetto Elsa2. Ad Ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri 2 permessi a 5km dalla costa, a largo di Casalbordino e Vasto.

L’Abruzzo ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Il turismo, la pesca e l’agricoltura, oltre che la salute delle persone, saranno definitivamente compromessi in cambio di royalties NULLE per la regione e bassissime per lo stato italiano, mentre i veri profitti di queste operazioni saranno riversati nelle casse delle multinazionali del petrolio. Di fatto, stiamo regalando il nostro petrolio.

Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di 60 associazioni e cittadini che si battono contro la petrolizzazione della regione e il degrado ambientale, continua a fare il suo lavoro di ricerca delle informazioni e di contrasto ai piani di colonizzazione dei petrolieri stranieri. Associazioni, cittadini e professionisti hanno gia’ inviato al Ministero dell’Ambiente quasi 30 osservazioni e pareri contrari per il progetto Elsa2, mentre per le concessioni di fronte a Vasto e Casalbordino siamo gia’ a quota 20.

Ma non possono essere sempre i cittadini a rincorrere i petrolieri, occorrono dei provvedimenti definitivi che solo la classe politica puo’ chiedere e ottenere. La classe dirigente della nostra regione, che ricordiamo e’ ben pagata da soldi pubblici, deve cambiare passo e darsi da fare seriamente prima che il nostro mare diventi una distesa di piattaforme, prima che siano vanificati tutti gli sforzi per la valorizzazione della costa teatina e regionale.



Sunday, December 20, 2009

Grazie a Franco Moroni



Alla Petroceltic Elsa SRL che viene a leggere questo blog:

L'ABRUZZO REGIONE VERDE NON VI VUOLE.
ANDATE A TRIVELLARE IN IRLANDA!



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La provincia di Chieti, dopo tanto pregare, finalmente mi ha comunicato che mandera' le osservazioni contro il pozzo esplorativo che la Petroceltic intende trivellare a 5km da Punta Aderci, a Vasto. Il testo e' sulla base di quello che gli ho elaborato io. Sicuramente sentiremo comunicati a destra e a manca, sicuramente ci saranno varie persone che non c'entrano niente ad accollarsene i meriti.

Io voglio dire invece che il merito dell'azione della provincia e' solo ed esculusivamente di Franco Moroni, che ringrazio.

Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore al turismo, Remo di Martino, a quest'ultimo non gli interessa delle trivelle e del turismo di Vasto. Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, a quest' ultimo non gli interessa delle trivelle e dell'ambiente di Vasto. A Franco si invece.

Colgo anche l'occasione per ringraziare tutte le persone, sindaci e gruppi che hanno mandato testi al governo. Oltre alla sottoscritta ci sono (l'ordine e' casuale):

Comune di Casalbordino
Comune di Francavilla
Comune di Vasto
Comune di Fossacesia
Campeggio gli Olivi
Vasto Surf Team
Ciclopazzi
Assoturismo
Cogecstre
Diocesi di Lanciano-Ortona - Pastorale Sociale e Giovanile
ARCI Vasto
Partito della rifondazione comunista - Vasto
Virtus Frentana Calcio
Il Crampo
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Ing. Lorenzo Luciano
Dr. Ludovica Raimondi
Dr. Clara Primante
La Chitarra di Massimo
Dr. Donato Spoltore
Arch. Roberto Fedele
WWF Frentano
Dr. Danilo D'Orsogna
Dr. Maria Rita D'Orsogna

Attendo altre lettere da parte di altri comuni ed enti. E Enrico di Giuseppantonio? Io sono sicura che se uno chiede a EdG che ne pensa del pozzo a Vasto, dira' che e' contrario, e probabilmente lo crede sinceramente. Quello che non va in lui e' la mancanza di iniziativa. La voglia di fare PRIMA che qualcun altro te lo chieda, e che ti prepari tutto su un piatto d'argento.

Purtroppo la politica significa esporsi, significa prendere delle decisioni, significa che quelli che la pensano diversamente da te ti accuseranno, e in Italia sanno essere particolarmente cattivi in questo. Ma quando uno e' convinto di quello che fa, e che lo sta facendo per il bene della sua gente, non ci dovrebbero essere paure.

Se veramente dobbiamo fare la Catalogna d'Italia questa la si costruisce ogni giorno, e non solo proteggendo l'ambiente dagli attacchi della Petroceltic, ma soprattutto dando l'esempio e instillando una coscienza ambientale nei cittadini. Da EdG fino all'ultimo dei cittadini, dovremmo tutti essere custodi del territorio. Dobbiamo noi per primi esser convinti che il nostro mare, le nostre terre non si toccano ma si rispettano con ogni gesto quotidiano.

E siccome EdG ha VOLUTO essere la guida della provincia di Chieti, queste responsabilita' gravano su lui piu' che sui cittadini comuni. E' a lui che dovrebbe bollire il sangue quando sente che un gruppo di irlandesi vuole mettere le trivelle nel SUO mare. E' lui che dovrebbe essere il motore di tutte le iniziative, e non una che abita dall'altro lato del pianeta. E' lui che dovrebbe volerlo dire a tutti che non va bene trivellare davanti alla riserva naturale. E' lui che dovrebbe volersi spaccarsi in quattro PRIMA che il guaio sia fatto e prima che i cittadini ti ricorrano con email, facebook, blog e telecamere.

Ci vuole coraggio nella vita. Ci vuole il coraggio dei fatti per essere "il capo".

Grazie di nuovo a Franco Moroni.

Friday, December 18, 2009

Le balene e le ispezioni sismiche a Foggia



Dario mi segnala la storia del capodogli spiaggiati in Puglia. Il capodoglio e' un tipo di balena e anche se ce ne sono di piu' grandi, questa e' la specie che ha il cervello piu' grande di qualsiasi altro mammifero, e pure i denti. La sua tipica lunghezza e' di 25 metri, vive in gruppi, ed e' anche il mammifero che arriva' piu' in profondita' di tutti, 3 km sottacqua. E' stato un capodoglio il protagonista di Moby Dick. Ha un aspetto un po comico.

Questo tipo di balene e' considerata "vulnerabile" e gode di uno speciale status di protezione in tutto il mondo. Non vengono piu' catturate, nemmeno in Giappone.

Come per tutti i cetacei, inclusi i delfini, le balene hanno una forta dipendenza dal senso dell'udito. Lo usano per orientarsi, per comunicare, per trovare altri esemplari con cui accoppiarsi, per scappare dai predatori e per trovare cibo.

Anche se e' sempre difficile arrivare a conclusioni certe al 100%, c'e' moltissima evidenza scientifica che i suoni non naturali possano interferire con questo delicato sistema e "assordire" le balene. Questo puo' causare lo spiaggiamento - le balene che perdono il senso dell'orientamento.

Quando lo spiaggiamento e' di una balena, puo' essere un caso, un esemplare che per qualche motivo si e' perso, una 'fluttuazione' statistica. Ma quando a spiaggiare e' un intera colonia di balene, allora c'e' qualcosa che non va nell'ambiente circostante. Fra i rumori che danneggiano l'udito chi altri se non le ispezioni sismiche che usano i petrolieri?

Praticamente, per cercare petrolio, prima di fare il buco, si fanno queste ispezioni sismiche, dove si bombarda il suolo con spari potenti e periodici di aria, tramite l'air gun. Il tutto puo' durare qualche ora o qualche giorno e gli spari sono fatti ogni cinque, dieci minuti. Gli spari creano onde, queste vengono riflesse dal fondale marino in una maniera che dipende dalla composizione geologica del sottosuolo.

E cosi' tutti questi segnali si esaminano e voila', ti dicono se vale la pena trivellare o no il pozzo esplorativo.

Tutte queste cose le so perche' nel suo rapporto per trivellare Punta Aderci, la Petroceltic Elsa usera' questa tecnica prima di fare il buco e dice che si, forse ci saranno guai alla pesca e ai cetacei, ma solo un pochettino. Nella mia esperienza, se i petrolieri dicono "un pochettino" vuol dire tanto.

E cosi arriviamo a Foggia. Qui hanno trovato una colonia di sei capidogli spiaggiati in riva in localita' Capojale presso Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Altre due sono state capaci di tornare al largo, e la nona e' allo stato morente. Non si sa' come portare via dalla spiaggia le balene morte, perche' sono troppo grandi.

Il presidente del comitato scientifico di Accobams, l'Accordo per la Conservazione di cetacei nel Mar Nero, Mediterraneo e Zona Atlantica Contigua afferma:

"Questo ci porta a supporre che lo spiaggiamento per cause naturali sia improbabile, perchè in tal caso sarebbero più frequenti. La direzione nella quale ci stiamo rivolgendo è che un evento come questo sia legato all'immissione in mare di suoni a grande intensità, causati o da esercitazioni navali o da prospezioni acustiche per la ricerca di giacimento di petrolio".

Guarda caso, a una trentina di chilometri dal punto dello spiaggiamento ci stanno le isole Tremiti e i permessi per trivellare, sempre da parte della Petroceltic e della Medoil Gas. Alcuni non meglio specificati olandesi tra il 25 Novembre e il 13 dicembre hanno fatto ispezioni sismiche fra Gallipoli, Brindisi ed Otranto. Che ci facevano li quegli olandesi? Cosa dovevano ispezionare?










Fonti: Foggia web, Comitato per Taranto

Wednesday, December 16, 2009

Gianni Chiodi ed i suoi balocchi



Cosa dire. Da oggi saranno vietate le estrazioni di oli combustibili in Abruzzo. Il che non vuol dire niente. E' come dire e' vietato estrarre Coca Cola. Sottoterra non ci stanno gli oli combustibili ma gli idrocarburi. Idrocarburi liquidi e gassosi.

Ma ovviamente per Gianni Chiodi, gia' indagato a Teramo per fatti collegati allo smaltimento dell'immondizia, questo e' un dettaglio irrilevante. Ignorante era in materia di petrolio, ignorante resta. Che vergogna. Che uomo dal cervello piccolo piccolo.

Possibile che l'Abruzzo non riesca a trovare un governatore migliore di questo qui?

Incassiamo questa sconfitta di una legge che lascia molte porte aperte a chi vuole venire a fare il comodo suo in Abruzzo, ma continuiamo ad andare avanti. Non ci perdo io, non ci perdono le associazioni, ci perde l'Abruzzo, ci perde l'energia sana di questa regione.

Intanto, ne' Gianni Chiodi, ne' Mauro Febbo, ne' Daniela Stati, ne Enrico di Giuseppantonio, ne Remo di Martino, ne' Eugenio Capporrella sembrano interessati all'aggressione al nostro mare Adriatico. Pozzi di petrolio previsti per Vasto, per Ortona, per Pineto. Qualcuno ha sentito mai lor signori preoccupati per questo?

No, perche' sono ignoranti, e peggio ancora non gliene importa niente di imparare, di sapere, di agire per il bene di tutti. Sono tutti cosi' impastati con i potenti, con chissa' quali giri di contentini, di compromessi che non hanno il coraggio di fare la cosa giusta.

Mi fanno anche pena perche' vivere cosi' non deve essere bello. Sapere che il popolo che rappresenti non ti stima, non ti ama. Cercare di placare gli animi, salvando le apparenze, imbrogliando, sapendo di imbrogliare. Perche' uno vuole ridursi a vivere cosi'?


Lo scandalo, per me, e' che tutto quello che questi politici inutili hanno fatto finora, e' stato a meta', senza convincimento, cercando di rabbonire la gente come se fossimo tutti ciuchi, come quando si governava nel 1950. Invece siamo intelligenti.

Se non fosse stato per noi cittadini, non si sarebbe fatto nulla. Dovrebbe essere il contrario, la politica che fa crescere il popolo e non il contrario, visto anche che sono lautamente pagati per occupare poltrone e poltroncine.

Quando EdG parlava della Catalogna d'Italia, non era vero niente. Se non era per noi cittadini, quello nemmeno lo sapeva come si facevano a fare le osservazioni per Elsa2.
Se non era per me che gliele scrivevo non avrebbero neanche mandato niente. Io ci ho trascroso un mese nella Catalogna vera, quest'estate. Li pozzi di petrolio in mare non se ne vedono.

E intanto, il tutto si ripete. Arriva la Petroceltic a 5km da Vasto. Gliene importa qualcosa a qualcuno? No. Gli ho scritto e riscritto, e tutto quello che sento e': forse manderemo una letterina. Pagati fior di quattrini per mandare una letterina a tempo quasi scaduto.

Dov'e' la provincia di Chieti a difendere il Chietino presso Gianni Chiodi e la sua legge? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare in TV a dire che l'aggressione alla costa teatina non va bene? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare fra la gente a informare? Dov'e' la provincia di Chieti a scrivere alla Petroceltic e a dirle: guarda qui non ti ci volgiamo?

Non si sa. Io so solo che stanno al traino. Sono stanca e mi ribolle il sangue a pensare che queste persone hanno in mano la nostra vita. E la cosa che piu mi fa rabbia, e' che intanto l'Italia va a picco. Lo vedo ogni giorno di piu'. Abbiamo tutti un sacco di energia, e vorremmo tutti fare le cose buone ma invece di guardare al futuro, dobbiamo stare qui a lottare con gente fondamentalmente ignorante per dirla con gentilezza.


Ai censori del governo italiano che sono venuti a frugare nel mio blog ieri: questo blog e' scritto da un cittadino statunitense, da un computer statunitense, usando un server statunitense. Negli USA vige la liberta' di parola.

Monday, December 14, 2009

Le macchine elettriche


Qui a Los Angeles si sto svolgendo in questi giorni la fiera dell'automobile. Si chiama LA auto show. Fra le novita' che compariranno sul mercato americano a fine 2010, le macchine elettriche, che si ricaricano semplicemente mettendo la spina nella presa. La Nissan ha preparato la sua Leaf, la Chevrolet la sua Volt, la Honda la sua Prius-plug in.

Per chi vuole il modello di lusso c'e' pure la Tesla, bellissima ma al suono di $100,000 - per adesso. Le altre versioni costano di meno - attorno ai $30,000 dollari circa.

Ovviamente non sono un esperta di automobili, ma da quel che leggo le macchine elettriche sono molto piu' efficienti di quelle a benzina, con tempi di riposta e di ripresa molto piu' rapidi e con una guida molto piu' piacevole.

I sistemi di guida di queste macchine saranno futuristici: ti metti in macchina gli dici dove vuoi andare e la macchina ti dice se ce la farai con il carico di elettricita' che ti e' rimasto. Anzi, non devi nemmeno farlo dalla macchina. Lo puoi fare dal telefonino direttamente.

La citta' di Los Angeles non vuole arrivare in ritardo, e cosi' gia' da adesso si e' deciso di installare - o di riammodernare - 500 centraline di ricarico delle batterie in giro per la citta'. L'autostrada 101 che corre fra Los Angeles e San Fransisco, e che lambisce la costa pacifica, diventera' un corridoio ecologico, con stazioni di servizio create apposta per la ricarica elettrica a pannelli solari.

La storia e' sempre la stessa: la tecnologia e' lontana dall'essere perfetta e tutti questi cambiamenti comporteranno delle spese, ci sara' da adattarsi in un modo o nell'altro. Ma sicuramente ogni nuova versione, ogni nuovo modello portera' a migliorie e perfezionamenti con prezzi e tempi di ricarica minori.

L'importante e' iniziare e volerlo il progresso, quello vero. Perche' e' questo il futuro, e non trivellare mezza Italia - parchi, coste e vigneti - alla ricerca di petrolio al sapore di zolfo. Ogni nuovo problema, ogni nuova domanda deve diventare una sfida, un occasione di crescita e non un ostacolo insormontabile. Si da il caso che spesso diventano anche il motore di ditte specializzate, di capitale umano, di lavoro sano.


A dire il vero a Santa Monica esiste gia' una stazione 'sperimentale' di ricarica di macchine elettriche dove l'elettricita' viene dai pannelli solari. Si chiama Solar Port, ed esiste dal 1995.

In quegli anni infatti, la California decise di obbligare le ditte costruttrici di automobili a produrre circa il 10% di macchine elettriche, quota che sarebbe lentamente dovuta crescere nel tempo. Questo per ridurre l'inquinamento e diminuire il consumo di benzina. La General Motors creo la cosiddetta EV 1. Era un veicolo che funzionava - veloce, bella, e soprattutto che la gente era corsa in massa ad acquistare. Pero' ci fu una fortissima campagna da parte di petrolieri (e chi altri senno?) e delle stesse ditte produttrici di automobili: una macchina elettrica non solo non usa benzina, ma ha bisogno di molto meno parti di ricambio, di filtri, di oli, di controlli. E cosi, hanno cercato di bombardare l'opinione pubblica sul fatto che queste macchine elettriche non fossero sicure.

Cosi' lo stato dovette rinuniciare a questo ambizioso programma. Alcune macchine erano state pero' gia' vendute e alcune centraline erano gia state installate. La citta' di Santa Monica era fra queste, e di qui il Solar Port del 1995 che funziona tuttoggi.

Anche se ci hanno provato, i petrolieri non hanno potuto tirare la corda troppo a lungo. Dopo quasi 15 anni, la macchina elettrica ritorna - pare questa volta per sempre. Si progetta infatti che ne verranno vendute 1 milione entro il 2015 nella solo California. Spero che una di quelle sara' mia.




Fonti: Los Angeles Times, The Sierra Club,
Business Insider

Saturday, December 12, 2009

Le mie impressioni




La patria es agonia y deber
Jose Marti' - Domino Square, Little Havana, Miami


Sono stata lontana dal computer per un paio di giorni - dopo la conferenza ho trascorso un po' di tempo a Miami Beach e poi a Key West e volevo un po di quiete per un giorno o due. Ho spento tutto. Questa storia del petrolio mi ha veramente cambiato la vita e ho pure un altro lavoro...

Intanto mi sono arrivati vari email e comunicati con idee e commenti e in cui si chiedeva la mia opinione sulla legge. Cosa posso dire? Non sono un legislatore, e invece di attaccare la legge insultandola in maniera gratuita ecco qui cosa penso sulla base di fatti e argomentazioni, e non sentimentalismi. Alcune di queste cose le ho gia' dette, altre ci ho riflettuto in questi giorni:

1) Legge o non legge i signori Petroceltic, Vega e MOG vanno avanti con le proposte di trivellare il nostro mare. Occorre non dimenticare questo fatto e far pressione sulla provincia e sugli organi locali che mandino i propri testi e le proprie osservazioni al ministero. Vogliono trivellare a 5 o 6 km da Punta Aderci e dall'Acquabella di Ortona. Di nuovo, prego tutte le associazioni o le persone di buona volonta' di scrivere un testo di contrarieta' al governo centrale e per mostrare che siamo tutti compatti e contrari. Mi si puo' scrivere qui.

2) La proposta di legge dice che sono vietate le estrazioni di oli combustibili. Questa frase non ha senso. Gli oli combustibili sono un derivato industriale del petrolio e NON si estraggono. E' come dire e' vietato estrarre benzina. Sottoterra non c'e ne' benzina ne oli combustibili, ma IDROCARBURI.

3) Se uno guarda le mappe preparate dagli amici del WWF e di Legambiente appare che in realta' le diciture zona sismica e zona vitivinicola coprono quasi tutto l'Abruzzo. Ma la domanda che io mi pongo e' : chi classifica le zone vitivinicole? Supponiamo che uno compra un terreno 'vitivinicolo' . Supponiamo che poi lo spianti e che rimanga nuda terra. Quel terreno e' ancora vitivinicolo? Guarda caso, e' quello che e' successo al Feudo di Ortona.

E poi, supponiamo che un buco esista o che le giunte future decidano di cambiare il modo di classificare le zone vitivinicole. Quanto facile sara' mettere un pozzo di petrolio a 100 metri da una zona vitivinicola o da una qualsiasi altra area protetta?

Non era meglio scrivere tutto l'Abruzzo?

4) Occorre allora esser chiari di modo che fra due, tre, dieci anni, non arrivi l'ENI di turno a decidere di "reinterpretare" la legge come meglio pare a loro.

Io avrei messo un testo di questo genere:

Sono vietate tutte le operazioni di esplorazione, estrazione, trivellamento, stoccaggio, coltivazione, e raffinamento a tutti gli stadi di idrocarburi, inclusi, ma non limitatamente a oli pesanti e leggeri, gas e sabbie bituminiche. Il divieto si applica per tutto il territorio regionale.

Semplice e chiaro.

5) C 'e' stato un gran parlare del fatto che la moratoria attuale fosse anti-costituzionale. L'attuale legge, che io sappia (ma potrei sbagliarmi) non e' stata dichiarata anticostituzionale dal governo. Vige ancora. La persona che ha sollevato la possibilita' che fosse anticostituzionale e' stato proprio un personaggio secondario del PdL, tale Daniele Toto, imparentato a Carlo Toto, il "salvatori della patria" per l'Alitalia, ed ex proprietario dell'Air One. Ne abbiamo parlato qui. Praticamente, e' stato questo galantuomo a mettere le pulci nell'orecchio dei governanti di Roma, non si sa perche'.

6) Questa battaglia non e' di destra e non e' di sinistra. E' un puro caso che al governo regionale ci sia una (ambientalmente incompetente) giunta di destra. La sinistra, ai tempo che furono, ha fatto altrettanto pena, con la giunta Del Turco che diede tutti i permessi, seguito dall'assessore all'ambiente del tempo, Franco Caramanico. Me lo ricordo ancora Del Turco che diceva che il petrolio avrebbe portato lavoro, che l'ENI era una santa e che il centro oli di Ortona era il progresso! E mi ricordo benissimo Mr. Caramanico dire in piazza a Paglieta che lui non ci poteva fare niente, che firmare le carte per l'ENI erano "atti dovuti" e che era meglio non dire niente alla popolazione perche' lui non avrebbe saputo offrire spiegazioni e proposte.

Tutti sono benvenuti, ma questa NON e' una lotta del PD, o di chi fa le leggi migliori.
Io personalmente non accettero' strumentalizzazioni. Il PD ha delle colpe molto gravi in questa faccenda, primo fra tutti quello di avere taciuto dal 2001 al 2007 e di aver approvato progetti di cui non capiva ne' pericolosita' ne' impatto. Se non fosse stato per il Comitato Natura Verde all'inizio e per e tutti i movimenti sorti dopo, e un po' anche per la sottoscritta, la politica nel suo complesso NON AVREBBE FATTO NULLA. E' troppo facile adesso cavalcare l'onda della contrarieta' quando tutta la regione e' compatta e dice no. Ripeto, tutti sono bene accetti, e spero che nessuno voglia sfruttare la situazione a scopi politici.

Nella mia opnione, la politica abruzzese nel suo complesso, e con le dovute eccezioni presenti sia a sinistra che a destra, hanno mostrato fortissimi limiti culturali e democratici.

Voglio vedere come si metteranno questi politici (sia di destra che di sinistra) quando si trattera' di lottare contro altri temi, come gli inceneritori o il nucleare, e quando si trattera' di spiegare alla gente che incenerire non e' cosa buona, che si deve reciclare/ridurre/riusare in maniera ossessiva, che il nucleare andrebbe anche bene, se non fosse che l'uranio scema, che nessuno sa dove mettere la monnezza tossica e che noi Italiani non sappiamo nemmeno dove mettere quella pre-1987 (anno del referendum). Voglio vedere le leggi per l'economia verde, per il risparmio energetico, per il vuoto a rendere.

Infine. La parola ambientalismo non e' un peccato. Io non so quale sia la sua definizione esatta, ma voglio interpretarla nel suo modo piu' nobile: avere cura dell'ambiente per avere cura di se stessi. Non siamo diversi dagli uccelli riempiti di petrolio o dalle ranocchie a due teste: avvelenare l'ambiente significa avvelenare noi stessi, perche' come gli uccelli e le ranocchie quell'ambiente e' la nostra casa e dobbiamo averne cura.

Tuesday, December 8, 2009

Il regista di "The American" , con George Clooney, e' con noi!



Anton Corbijn, il regista del film 'The American' con George Clooney: "Diciamo no al petrolio in Abruzzo - per il guadagno di pochi, perche' cancellare per sempre il benessere di tutti gli altri?"



Anton Corbijn, il regista del film 'The American' interpretato dal celebre attore americano George Clooney, recentemente girato in Abruzzo, ha deciso di aderire alla campagna degli ambientalisti contro la petrolizzazione dell'Abruzzo da parte di ENI, Petroceltic, Mediterranean Oil & Gas, Forest Oil, Vega Oil, Cygam Energy ed Edison.

Anton Corbijn, noto regista olandese, autore di molti video per artisti quali U2, Rem, Joy Division, Depeche Mode, Nirvana, Coldplay e Brian Ferry ha affermato:

"Ho appena finito di girare in Abruzzo con George Clooney per 3 mesi. L'Abruzzo e' ora diventata la mia regione preferita d'Italia e non solo per il carattere delle sue persone. Uno dei protagonisti del nostro film e' proprio il paesaggio abruzzese: Castel del Monte, Castelvecchio, Calsacio, Sulmona, Anversa e dintorni hanno tutte avuto una influenza straordinaria sul modo in cui abbiamo girato il nostro film. Secondo i piani petroliferi per l'Abruzzo tutte questa zone sono a rischio.

Noi abbiamo scelto questi posti perche' amiamo l'Abruzzo veramente tanto. Il solo pensiero che chiunque sano di mente, e per il vile profitto, possa distruggere una gran parte di questo paradiso incontaminato e' qualcosa di incomprensibile per me.

Per il guadagno di pochi, cancellare per sempre il benessere di tutti gli altri? Ma non c'e' nulla che possa salvarsi dall' avidita' di denaro e dalla corruzione? Perche' solo di questo puo' trattarsi. Queste persone dovrebbero riesaminare i loro piani, le loro vite e le vite degli altri e abbandonare i progetti petroliferi per il futuro prossimo."


Il movimento di contrarieta' alle estrazioni di petrolio in Abruzzo crede che investimenti a lungo termine in iniziative commerciali che preservino il territorio, come l'industria cinematografica, possano dare molti piu' benefici alla popolazione abruzzese, rispetto ai pochi che si avvantaggeranno con il petrolio. La regione Abruzzo sta diventando sempre piu' nota a livello internazionale per le sue bellezze naturali. Molte persone vorranno conoscerla, attraverso i prodotti tipici della regione o visitando i posti che vedono nei film.

Se le estrazioni di petrolio inizieranno a tartassare l'Abruzzo nessun artista, regista o fotografo vorra' immortalare una regione la cui bellezza e' stata deturpata dal petrolio. La crescente domanda internazionale verso gli eccellenti cibi e i vini che la regione Abruzzo produce scomparira' in fretta. Nessuno vorra' piu' venire a visitare le montagne ed il mare Adriatico quando l'unica vista disponibile sara' una distesa di pozzi, piattaforme petrolifere e raffinerie.

Cosa restera' della regione verde d'Europa?


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Note per la stampa: La campagna contro il petrolio in Abruzzo e' appoggiata dal WWF, dalla chiesa cattolica, dalle associazioni di viticoltori, balneatori, e piccoli artigiani, da assoturismo, dalla confcommercio, da buona parte dei comuni abruzzesi
e da altre associazioni locali di cultura, ambiente e sportive.


Email Maria-Rita D'Orsogna o Sammy Dunham
Telefono : 001 310 570 5591 / 0044 7957651115

Questo e' stato un comunicato preparato da Sammy Dunham, britannica che vive a Roseto, e che ha contattato il regista Anton Corbijn.

GRAZIE SAMMY!

Il testo in inglese del comunicato mandato alla stampa anglosassone e' qui.
Questa ne e' la traduzione in Italiano.

Da Miami


*Sono ad una conferenza a Miami in questi giorni. Non ho molto tempo per scrivere. Ecco qui il comunicato che mandano gli amici di WWF e Legambiente che in fatto di leggi ne sanno molto piu' di me. Nella mia opinione, occorre parlare di idrocarburi e non di oli combustibili (che non si estraggono ma si producono), coprire tutta la regione e non solo le aree speciali, proteggere il mare al meglio che si puo'.

A Miami, la cui industria numero uno e' il turismo, pozzi di petrolio in mare o in terra, non se ne vedono**

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LEGAMBIENTE e WWF esprimono soddisfazione per la proposta di legge della Giunta regionale

Buona la risposta per la situazione a terra. Indispensabile la redazione di un Piano di Gestione Integrata della Zona Costiera

Appello al Consiglio regionale per un miglioramento del testo di legge e per un’espressione di unanimità di voto

Pescara, 07.12.2009.
L’Abruzzo delle qualità contrapposto alla deriva petrolifera regionale. Questa mattina Legambiente e WWF hanno tenuto a Pescara una conferenza stampa sulla proposta di legge regionale “Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale” avanzata dalla Giunta regionale, su iniziativa del presidente Gianni Chiodi, a contrasto della petrolizzazione del territorio abruzzese.
Le associazioni, rappresentate da Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, consigliere nazionale di WWF Italia, hanno espresso un giudizio di carattere politico favorevole sull’iniziativa di legge che, in maniera chiara, contrappone alla deriva petrolifera regionale l’Abruzzo delle qualità. Il confronto tra le aree interessate da richieste di concessione per ricerche ed estrazioni di idrocarburi e le aree sulle quali la proposta di legge esclude tali attività evidenzia, infatti, la volontà dell’Abruzzo di non lasciare spazi alla deriva petrolifera.
«Si tratta di un provvedimento importante – sottolineano i rappresentanti dei due sodalizi ambientalisti – che, a poco più di venti giorni dalla scadenza della moratoria stabilita dalla Legge Regionale n. 14 del 2008, mette di nuovo freno agli interessi delle compagnie petrolifere ed al progetto del Centro oli dell’Eni di Ortona. La proposta assume un valore politico rilevante in quanto, la regione Abruzzo ribadisce una scelta di campo che non pone dubbi sulla vocazione territoriale regionale in quanto, le attività di sfruttamento del sottosuolo sono vietate proprio a tutela della pianificazione esistente, dell’ambiente naturale e dell’agricoltura di qualità e del principio di precauzione sul rischio sismico ed idrogeologico».
Da un punto di vista tecnico le Associazioni, dopo aver analizzato nel dettaglio i contenuti, hanno espresso la necessità di integrare e migliorare la proposta di legge in sede di discussione in Consiglio regionale in quanto la norma presenta alcune imprecisioni terminologiche, non risolve il problema delle concessioni di estrazioni già rilasciate e, soprattutto, non reca alcun riferimento alla situazione a mare, dove gli interessi delle compagnie petrolifere sono maggiori e più pressanti.
Lo strumento per bloccare anche a mare il proliferare di piattaforme estrattive può essere individuato nel Piano di Gestione Integrata della zona costiera.
«La Regione deve impegnarsi – continuano i rappresentanti delle due associazioni – a redigere il Piano di Gestione Integrata della zona costiera, strumento previsto dalla disciplina comunitaria e nazionale, capace di valutare nello specifico anche gli influssi delle attività petrolifere sul sistema costiero. È necessario costituire un modello partecipativo di stampo europeo che metta allo stesso tavolo interessi e competenze: le intese così costruite potranno preparare la strada ad un piano integrato di gestione».
Attraverso l’introduzione nella legge di un nuovo articolo, la Regione può impegnarsi a predisporre tale strumento entro tempi brevi e certi, disponendo, nelle more della sua approvazione, una moratoria che blocchi gli iter autorizzativi avviati.
Purtroppo, da un lato, i ritardi con cui si è intervenuti, dall’altro, la volontà del Governo italiano di individuare nell’Abruzzo un distretto minerario, hanno reso la situazione estremamente complessa, per cui è necessario dare un segnale politico forte ed inequivocabile nella direzione manifestata da tempo da cittadini, comitati, associazioni ambientaliste, associazioni di categoria, enti locali, realtà produttive.
«Sappiamo che anche altre forze politiche stanno predisponendo proposte di legge in questa direzione - hanno aggiunto i rappresentanti di Legambiente e WWF – Questo è sicuramente un bene perché nella discussione in Consiglio Regionale si potrà migliorare il testo presentato dal Presidente Chiodi. Tutti devono collaborare per giungere ad una legge condivisa, confermando quell’unità che, nonostante i distinguo di merito, non mancò al momento dell’approvazione della precedente legge regionale poi impugnata dal Governo Berlusconi».
Nella discussione del Consiglio si potrà ribadire anche la necessità di dotare la Regione di tutti quegli strumenti di pianificazione (Piano Energetico Ambientale Regionale) e di valutazione (ambientale, strategica e sanitaria), indispensabili per consolidare la scelta di mantenere l’Abruzzo una regione libera dal petrolio.
La mobilitazione della società abruzzese è ad un passo dal segnare un nuovo importante punto a tutela del territorio, come era già accaduto con il terzo traforo del Gran Sasso, la distribuzione di acqua dai campi pozzi a valle della megadiscarica di Bussi o con il prelievo di acqua da fiumi abruzzesi per venderla alla Puglia: è ora indispensabile compiere un ulteriore sforzo per rendere realtà le volontà manifestate e gli impegni assunti.

Dante Caserta 335.8155085
Angelo Di Matteo 347.8489363

Mappe Disegno Di Legge Regione Abruzzo 30-9-2009

Friday, December 4, 2009

Il Gattopardo


Ci risiamo.

La Petroceltic ha presentato la proposta di trivellare i mari di Vasto e di Casalbordino, a soli 5 chilometri dalla costa. Come per Elsa2, stessa esatta cosa.

Noi cittadini, inclusa la sottoscritta, abbiamo presentato le nostre osservazioni, lettere di protesta, e documenti al ministero. Giosue', Lorenzo, Fabrizia, hanno trovato carte, documenti e chiesto al ministero lumi sui tempi ed i modi. E poi tutti noi abbiamo lavorato sul materiale che loro hanno reperito e rielaborato, a tempo di record.

Ovviamente siccome siamo in Italia, non si sa mai bene quando ci siano le scadenze, e cosi cerchiamo di fare tutto al meglio di quello che si puo', districandoci ed arrangiandoci con quello che abbiamo e sappiamo.

In questo paese e' tutto fatto un po' a vanvera. Andava bene negli anni '50, ma non nel mondo globale del 2010. Ma questo e' un altro discorso.

Intanto la Provincia di Chieti dov'e'??

Come per Elsa2 non si muovono, ed aspettano che monti la pressione mediatica. Non sanno, non chiedono, non indagano. Non va bene, e' svilente, sono un carro che arriva sempre per ultimo. Ma perche' siamo condannati ad essere guidati da persone che vanno al traino??

Nessuno di noi e' pagato per fare questi lavori, eppure ne sappiamo molto piu' di loro, non solo tecnicamente, ma anche per quanto riguarda tempi e modalita'.

Eugenio Caporella e' l'assessore all'ambiente della provincia di Chieti. L'avete mai sentito parlare di petrolio, pozzi e raffinerie? Gia', l'avevo lasciato in Luglio, quando mi aveva detto che lui si sarebbe "letto tutte le carte" prima di pronuniciarsi.

Stara' ancora leggendo?

Remo di Martino, prurtroppo per noi e' l'assessore al turismo, non eletto, ma messo li lo stesso. L'avete mai sentito parlare di cosa significa un pozzo di petrolio davanti a Vasto per il turismo della zona? Lo sa che li vogliono mettere un pozzo?

Mah.

Anche per la proposta legge pasticcio della giunta Chiodi, la provincia di Chieti
non ha detto una parola. Avete sentito Enrico di Giuseppantonio dire qualsiasi cosa?

No tace.

Magari sara' colpa del giornalismo abruzzese a cui non e' nemmeno venuto in mente di chiedere alla provincia direttamente interessata cosa ne pensasse della legge-inganno di Chiodi. Magari sara' perche' e' evidente dallo scarso spessore scientifico e tecnico della stragrande maggiornanza dei membri della provincia che non ne capiscono un acca.

Resta il fatto che loro non hanno sentito il dovere di dire nulla. Zitti per non urtare nessuno. Meglio che questa faccenda scompaia. Se la legge vada bene o non vada bene, non importa, basta solo che non se ne parli piu'!

Come dico sempre, a comandare ci vuole la gente intelligente, a cui interessino i fatti e non i contorni barocchi del comandare. Gente che poi faccia le cose in maniera coerente e non solo perche' la gente gli rompe le scatole.

Stanno zitti e lavorano solo se imbeccati con il cucchiaino. Sara' che sono abituata alla politica di qui, che non e' sempre perfetta, ma in cui almeno chi comanda, anche localmente, si informa e si da da fare.

Che posso fare? Dopo avergli scritto varie volte, senza avere riceuto risposte da parte
di Enrico di Giuseppantonio, posso solo dire che non va bene cosi. O uno ci crede davvero alla "Catalogna d'Italia" oppure meglio ammettere che era pura propaganda elettorale.

Thursday, December 3, 2009

Scriviamo al ministero



L'idea mi e' venuta quando l'altro giorno Carlop ha lasciato un commento sul blog. Appena ho tempo metto su un facsimile di lettera che si puo' mandare al ministero con tutti gli indirizzi in questione.

Per Elsa2 ne abbiamo mandate piu di 20. Sarebbe bello superarle per Casalbordino/Vasto.
Come detto e' facile. Ci vuole solo la buona volonta'.

Occorre anche tornare a far pressione sulla provincia di Chieti che rimandi le proprie osservazioni anche lei. Altro giro, altra corsa.

Raccogliamo tutti i testi in un sito comune per cronistoria e per usarle per i pozzi del teramano e del pescarese che non tarderanno a venire, ne sono certa.

Questo e' il comunicato che abbiamo mandato come EAA. Potete anche scrivermi su FB o su questo blog oltre che all'email di cui sotto.



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Mentre si continua a discutere delle molte ombre legate al proposto disegno di legge regionale varato dalla giunta Chiodi, procede imperterrita l'avanzata dei petrolieri.

Il progetto legge proposto dalla giunta regionale non pone alcun divieto alle opere petrolifere nel mare, non protegge molta parte della costa abruzzese - che e' anche la zona di maggior interesse petrolifero - e soprattutto non si pronuncia sull'estrazione di gas o di idrocarburi nel suo complesso. La legge riguarda infatti
gli "oli combustibili" che sono solo un derivato industriale dell'estrazione e del raffinamento di idrocarburi. Gli oli combustibili non si estraggono, si producono.

Nel frattempo la ditta irlandese Petroceltic ha appena presentato due nuovi progetti per trivellare altrettanti pozzi petroliferi nel mare fra Vasto e Casalbordino, a 5 km dalla Riserva Naturale di Punta Aderci e a meno di un chilometro da una zona di ripopolamento ittico finanziata dalla comunita' europea. Sono le concessioni denominate d495 BR-EL e d492 BR-EL.

La stessa Petroceltic aveva gia' avanzato la richiesta di trivellare il mare a 6.5km da Ortona, in collaborazione con la ditta canadese Vega Oil. In quella occasione la rete di Emergenza Ambiente Abruzzo ha inviato oltre 20 osservazioni al ministero, offrendo il proprio supporto tecnico anche alla Provincia di Chieti.

Emergenza Ambiente Abruzzo e' un gruppo che raccoglie oltre sessanta associazioni civili, culturali e ambientali. In questa occasione rivolgiamo un appello a tutti i cittadini e le associazioni d'Abruzzo che volessero partecipare alla stesura di documenti da inviare al ministero a contattarci all'indirizzo emergenzambiente@libero.it.

Vogliamo mandare un segnale forte e chiaro al Ministero dell'Ambiente per dire che la popolazione abruzzese e' compatta ed unita contro tutti i progetti petroliferi, nel nostro mare e nella nostra terra.

In particolar modo si incoraggiano a scrivere al Ministero gli operatori turistici e i ristoratori della zona, le associazioni ricreative, culturali o sportive, scuole, biologi, amanti del mare, accademici, scrittori, ingegneri e amministratori locali. Tutti sono bene accetti.

Il processo per democraticamente far sentire la propria voce al Ministero e' semplice, occorre solo la buona volonta'. EAA sara' di supporto nel fornire materiale di spunto e gli indirizzi ministeriali appropriati a cui inviare le proprie osservazioni o pareri.

La mia California


E' tardi e sarebbe piu' saggio andare a dormire. Ma prima di chiudere il mio computer oggi ho visto questo articolo della Repubblica sulla California e ho avuto voglia di parlarne perche' in questo momento mi sento felice di avere fatto di questo posto la mia casa. Cosi, pensieri notturni, per una volta.

E' una storia lunga, che parte dalla mia un po' tormentata infanzia, in questa mia vita sospesa da sempre fra due mondi diversissimi - il Bronx, San Iorio, Santa Monica, San Vito Marina - ma che in qualche modo sono diventati parte di me allo stesso modo e che si complementano in un modo che nemmeno io so definire ma che mi e' naturale ormai.

Qualche giorno fa un giornalista di Roma, Hermes Pittelli che ha pazientemente seguito la faccenda petrolio venendo a sentire le mie conferenze in mezza Italia (Brianza, Corropoli, Vasto, Chioggia e Chieti - deve esserselo imparato a memoria!) mi ha chiesto perche' io facessi tutto questo e perche' da due anni a questa parte io mi sia dedicata anima e corpo alla lotta al petrolio in Abruzzo.

Non me la faccio quasi mai questa domanda perche' sono cosi impegnata a scrivere, a leggere, a fare, a rompere le scatole che non ho quasi mai il tempo di riflettere. Lo faccio e basta, perche' e' giusto cosi' e perche' tutti dovrebbero farlo.

Ma pensadoci un po di piu', la risposta piu' vera e piu' breve che sono riuscita a trovare a queste domande e' che e' perche' sono americana e ancor di piu' californiana, dopo undici anni di vita qui.

Lo so che in Italia questo paese viene visto come il luogo cattivo dove ti lasciano morire in strada se non hai l'assicurazione, dove c'e' la pena di morte e dove mangiano le fettuccine Alfredo - che e' vero, sono orrende.

Ma e' anche - per me - il posto dove tutti si sentono artefici del proprio destino, dove basta volerle le cose, e volerle di piu' di chi ti ostacola, dove se insisti ed insisti ed insisti ancora non potrai che arrivare alla meta che vuoi, e dove tutti possiamo contribuire al bene della societa'.

Questo articolo della Repubblica dice cose che io vedo tutti i giorni. Qui la gente vernicia le case con pitture speciali per risparmiare energia, la mia scuola mette pannelli solari sui tetti dei parcheggi, le emissioni di CO2 le mandiamo alla foresta tropicale. Smantellano parcheggi per farci campi di calcio, la gente pianta giardini che consumano meno acqua. Per moda ecologica nessuno qui piu' usa sacchetti di plastica, San Fransico e Los Angeles si fanno la guerra a chi ricicla di piu', a chi diventera' per prima la citta' a zero rifiuti. Nessuno fuma. Il polistirolo in alcune citta' e' vietato. Abbiamo il vuoto a rendere dal 1986 che porta soldi allo stato e ci fa reciclare oltre l'85% delle lattine e del vetro.

Facciamo referendum per decidere che le galline d'allevamento devono avere lo spazio sufficiente per allungare le ali nella gabbia o per obbligare le ditte fornitrici di energia a distribuire entro il 2010, il 20% di energia rinnovabile. La gente compra macchine ibride e sul mercato ci sono gia' macchine elettriche al 100%. La Chevron e' obbligata ad andare sui giornali che dire che le estrazioni di petrolio fanno venire il cancro a chi gli sta vicino.

Ricordo la storia di un signore sul Los Angeles Times di qualche anno fa che regalo' il sistema fotovoltaico alla sua parrocchia per renderla al 100% solare e perche' diceva era giusto cosi'. Siamo lo stato dove Arnold Schwarzenegger ha portato in causa il governo Bush perche' non consentiva alla California di abbassare i limiti delle emissioni delle macchine.

Nessuno dice che non si puo'. Tutti dicono che ci dobbiamo provare e lavorarci sodo.

E' contagioso. Io ho imparato qui a reciclare tutto, a fare il compostaggio, a comprare verdure prodotte solo dai contadini della zona, a non usare l'asciugatrice, a chiudere il rubinetto quando non serve e solo perche' attorno a me si respira un clima secondo il quale e' la cosa giusta da fare, e tutto dipende da ciascuno di noi. E non sono cosi' speciale. Lo fanno in tanti.

E' bello e mi fa sentire che tutti possiamo fare qualche cosa di buono per il pianeta e che se le cose partono dal basso e le moltiplichiamo per tutti noi, il mondo cambia. E questo vale anche per l'Italia.

E' questo spirito che ha animato tutte le cose che ho fatto in Abruzzo. L'idea che se tutti facciamo qualcosa, un email, una parola, una lettera, un po di tempo, non possiamo che vincere, per il petrolio e per ogni altra cosa che ci riporta la nostra dignita' di cittadini, di persone e non di succubi della Casta, dell'ENI, della Petroceltic di una giunta regionale inutile e anacronistica.

Ogni cosa che abbiamo fatto, l'abbiamo fatta tutti noi, insieme, e io spero che alla fine di questa storia resti nella societa' d'Abruzzo il profumo dell'idealismo, del fare le cose perche' e' giusto cosi, del volere il bene della nostra terra, della nostra gente e niente altro.


Buona notte.

Tuesday, December 1, 2009

Cauti


Mi sono arrivati vari messaggi in queste ultime ore di entusiastica gioia per la "fine" della questione petrolio. Anche io sono contenta, ma cauta, molto cauta perche' non credo che sia veramente la fine.

Prego tutti di non abbassare la guardia, perche' la proposta legge, almeno ad una prima analisi, ha molte pecche e possibilita' di essere raggirata. Il mare non e' assolutamente protetto, e cosi pure le zone sismiche 3 - inclusa tutta la costa.

E' vero che alcune zone saranno protette, ma non tutto l'Abruzzo. Se andiamo a proteggere un parco o una vigna, ma poi facciamo il pozzo o la raffineria a cento metri, non cambia nulla!

Si parla di olio combustibile, ma non di gas. Forse che un pozzo di gas e' meglio di uno di petrolio? Sono dannosi uguale, basta solo chiedere al Polesine, a Ravenna, all'Emilia Romagna.

Prego tutti di non mollare con la mobilitazione e di seguire meglio gli sviluppi dei prossimi giorni. Continuiamo tutte le attivita' e pressiamo affinche' TUTTA la regione venga protetta.

Intanto la Petroceltic ha deciso di trivellare non solo Ortona, ma anche Vasto, a 5km dalla riserva naturale di Punta Aderci. Tutto il nostro mare e la nostra costa sono a rischio. Continuiamo e non molliamo adesso.