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Scoppio di Santa Barbara, 1969. La madre dell'Earth Day

Friday, May 30, 2008

Del Turco e le fiction abruzzesi


Ecco cosa dice Del Turco a Prima da Noi:

«L'Abruzzo – ha detto il Presidente Del Turco - è una regione particolarmente vocata ad ospitare fiction e da un'analisi delle esperienze maturate in altri contesti emerge che la scelta della location delle fiction maggiormente seguite dal pubblico ha un effetto traino. Da sempre siamo impegnati a promuovere a livello nazionale l'immagine del territorio e questo ci sembra uno strumento importante per consentire l'ampliamento di visibilità di una regione capace di offrire un'ospitalità unica al mondo».

Si, ma che gli facciamo vedere al pubblico? Sapore di sale con le trivelle nel sottofondo? E l'ospitalita' la facciamo all'Hotel Mara da cui si aprono le finestre ed entra sapore di idrogeno solforato? Oppure filmiamo le nuove reclame del Mulino Bianco con dietro i termovalorizzatori? Magari potremmo inventarci un nuovo serial tipo Dallas ma con invece che JR e i suoi amici i petrolieri nostrani? Marrollo con il cappello dei cowboy? Andreussi che va al ranch? E pure Fratino e Di Martino, anche se quelli sarebbe meglio metterli nel reparto "Non ci resta che piangere". Un po di riprese esterne pure a Furci, dove vogliono fare una nuova discarica tossica, e poi a Gissi, con la Turbogas. E naturalmente durante la pubblicita' acqua fresca e cancerogena di Bussi per tutti. Per i cartoni animati dei bimbi possiamo usare quel tuo parente semiraccomandato che ci ha fatto le vignette per centomila euro di soldi pubblici. I lieti fine pero' solo ed esclusivamente a Collelongo con dietro i pannelli fotovoltaici del tuo paesello. Vedrai che l'ENI ti fara' pure da sponsor.

Del Turco, fare la pubblicita' per l'Abruzzo e' una cosa bellissima. Cerco di farla anche io e credo tutti gli abruzzesi vicini e lontani dall'Abruzzo nel loro piccolo, ma non si puo' tenere i piedi in due staffe. Che vuol dire che da sempre sei impegnato a promuovere l'immagine del territorio? Ma se continui a propinarci una sciagura ambientale dopo l'altra! O forse vuoi dire che l'immagine e la realta' sono due cose diverse, e che possiamo ancora per un po' fare come gli struzzi e mostrare che siamo verdi e belli e naturali ma poi invece siamo petrolizzati e avvelenati?

Le promesse si mantengono, sia a quelli che vedranno le fiction e che penseranno che l'Abruzzo sia il paradiso (e non le manca niente per esserlo davvero), ma soprattutto alla gente che t'ha votato per migliorare l'Abruzzo e non per distruggerlo in cambio di quattro soldi.

Thursday, May 29, 2008

Lettera alla SEC


Mi dite i vostri commenti? La legge del 4 marzo ha un nome?? La foto sopra e' la spiaggia di Ortona, me l'ha mandata Fabrizia qualche tempo fa che saluto e ringrazio affettuosamente.


Dear SEC representative,

my name is Maria D'Orsogna and I am a math professor at the California State University at Northridge, in Los Angeles. I have been studying for quite some time all reports and disclosures filed to the SEC on behalf of ENI SPA (NYSE:E), Italy's largest oil company.

I would like to make you aware of what I perceive as being inconsistencies and lack of transparency on ENI's part. In particular, the company secretary Fabrizio Cosco filed an 6-K form on behalf of ENI Spa on May 31 2007 stating that

"The main project underway concerns the development of the oil and gas onshore Miglianico field (Eni’s interest 100%). The project provides for the linkage of 3 wells, the construction of a treatment facility for oil, which will be supplied to Eni’s Refining & Marketing logistic facilities, while the gas will be input to the national transport network through a pipeline. Production start-up is scheduled for the second half of 2008 with an expected production peak of 7.2 kboe/d to be reached in 2009". (page 15)

"The main oil reserves development project is Miglianico, located onshore in the Abruzzi Region. Production is expected to start in the second half of 2008. This project provides for the construction of facilities intended to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing Division, and to desulfurize production volumes of gas to be input into the Italian natural gas transportation network." (page 28)

This document is public and available here. In the updated version of the same 6-K report filed on March 31 2008, signed by the same corporate secretary Fabrizio Cosco, and available here the company states:

"...development of the oil and natural gas reserves at the Miglianico field located in the onshore of the Abruzzi Region. Three development wells has been drilled. The projects provides for the construction of facilities to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing division. The production volumes of gas shall be input into Italian natural gas transportation network. Production is expected to start in the second half of 2009 peaking at 7 kboe/d". (page 30)

This statement is at best misleading. ENI in fact does not disclose that the production start date has been shifted from 2008 to 2009 due to a regional law that was passed in Abruzzo to prohibit all operations related to the drilling, desulfurization, and development of treatment facilities of gas and oil. The law was passed on March 4th 2008 and is specifically targeted to the Miglianico oil field. The moratorium will be in place until December 31st 2008, but a very high possibility exists that it may be turned into a permanent veto on all petroleum operations in Abruzzo. It is therefore highly unrealistic that the company will be operative in the second half of 2009.

I believe American investors should be made aware of these events and that the company has a responsibility to its shareholders to be candid and realistic, especially in light of the fact that the Miglianico field was called not too long ago ENI's "main oil reserves development project".

Furthermore, there is currently a huge popular negative sentiment against ENI in Abruzzo. The company's preliminary reports underestimated pollutant concentrations in the atmosphere as verfied by independent scientific institutions, and most mayors in the area are against its operations. The national Italian media has repeatedly reported on this story.

If you have any questions or would like further documentation, I would more than happy to provide you with the appropriate references.

Sincerely,

Maria R D'Orsogna

Sunday, May 25, 2008

Teniamo alta la guardia!


Nel Maggio del 2007 l'ENI presentava un documento ufficiale con tutti i suoi programmi alla Security and Exchange Commission, detta anche SEC. Questo documento, l'6-K, e' indispensabile per essere quotati in borsa. Mentire alla SEC significa andare incontro a forti conseguenze penali: la gente ci va in galera.

Fra i vari programmi annunciati dall'ENI nel 2007:

Development activities concerned in particular: (i) optimization of producing fields by means of sidetracking and infilling (Barbara A/H, Daria, Basil and Anemone for gas and Rospo for oil); (ii) continuation of drilling and upgrading of producing facilities in the Val d’Agri. THE MAIN OIL RESERVES DEVELOPMENT PROJECT IS MIGLIANICO, located onshore in the Abruzzi Region. Production is expected to start in the second half of 2008. This project provides for the construction of facilities intended to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing Division, and to desulfurize production volumes of gas to be input into the Italian natural gas transportation network.

e poi ancora:

The main project underway concerns the development of the oil and gas onshore Miglianico field (Eni’s interest 100%). The project provides for the linkage of 3 wells, the construction of a treatment facility for oil, which will be supplied to Eni’s Refining & Marketing logistic facilities, while the gas will be input to the national transport network through a pipeline. PRODUCTION START-UP IS SCHEDULED FOR THE SECOND HALF OF 2008 with an expected production peak of 7.2 kboe/d to be reached in 2009.

Cioe' l'anno scorso dicevano di essere operativi durante la seconda meta' del 2008 e che eravamo il loro obiettivo principale. Ebbene, nella versione nuova dello stesso documento, datato 4 Aprile 2008 lorsignori
cambiano programmi e annunciano (fanno pure gli errori di grammatica, ma sorvoliamo - li faccio anche io, ma il mio blog non e' un documento ufficiale di fondamentale importanza per chiunque voglia essere quotato nelle borse americane):

Development of the oil and natural gas reserves at the Miglianico field located in the onshore of the Abruzzi Region. Three development wells has been drilled. The projects provides for the construction of facilities to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing division. The production volumes of gas shall be input into Italian natural gas transportation network. PRODUCTION IS EXPECTED TO START IN THE SECOND HALF OF 2009 PEAKING AT 7 KBOE/D

Non parlano piu' di inizio di produttivita' nel 2008, ma slittano al 2009 direttamente e per chi mastica un po l'inglese non e' difficile vedere che i toni sono cambiati. Queste brevi dichiarazioni dell'ENI dicono due cose:

1) Mentre nel 2007 eravamo il principale progetto dell'ENI, ora siamo descritti con un po' meno clamore e pompamagna. Nel 2008 Miglianico comprare come uno dei tanti progetti mentre nel 2007 eravamo i primi in classifica fra gli obiettivi dell'ENI in Italia. Bene, vuol dire che hanno un po paura e cercano di non tenere le aspettative troppo alte ai loro investitori.

2) Non dicono che il progetto e' stato abbandonato, ma che inizieranno ad essere operativi a partire dalla meta' del 2009. Nella loro testa: fine della moratoria a Dicembre 2008, inizio lavori il primo gennaio 2009, inizio operazioni meta' anno 2009.

Dunque, la nostra opera non e' ancora finita, e tutto il nostro lavoro deve continuare. Le vittorie di questi ultimi tempi, con la stampa nazionale e la legge di Marzo, devono darci fiducia e ottimismo, ma non possiamo sederci sugli allori, viste anche le trivelle in mare.

All' ENI direi: signori, aveta fatto i conti senza l'oste. Se credete che il popolo abruzzese vi dara' carta bianca a gennaio, veramente non avete capito nulla.

In piu' perche' non avete detto alla SEC della legge regionale che ha impedito i vostri piani petroliferi? Devo farlo io? Non so se una non-disclosure sia un reato, ma io credo che e' bene che la SEC sappia che siete stati omertosi con loro. Se non e' reato, siete salvi. Se lo e', conoscendo gli americani, sono certa che indagheranno. E qui, cara ENI, non finisce a tarallucci e vino. A me scrivere un email non costa niente.

Thursday, May 22, 2008

Alice nel paese delle meraviglie


Oggi sui giornali un po di notizie sulle trivelle di Vasto e San Vito.

"La Mog è una grande società. I rischi per la costa sono nulli", assicura il comandante Giuseppe Famà. «Tutto ciò che avviene in mare è monitorato costantemente dai ministeri dell’Ambiente, della Navigazione e dei Trasporti», ricorda l’ufficiale.

E a quale titolo parla il comandante Giuseppe Fama? Quali sono le sue credenziali scientifiche? Davvero ci sono rappresentanti dei ministeri a monitorare la situazione? E dov'erano questi bravi signori mentre gli idrocarburi giungevano sulle spiaggie di San Vito e Rocco Catenaro voleva denunciare il WWF (roba da matti!)

E poi che significa che la MOG e' grande? A parte che non e' vero: sono appena nati come spinoff dell'ENI/AGIP e sono una compagnia media. Grande non vuol dire onesta. Grande non vuol seria. Se erano seri ci avrebbero interpellato. Grande o piccola, la domanda e' la stessa: inquinano?

Ho deciso dunque di andare a vedere cosa dicono delle trivelle marine i norvegesi che con il petrolio (e una politica lungimirante e democratica su come spartire i soldi ricavati) si sono arricchiti. Il sito che ho consultato e' un sito del governo norvegese, che intende spiegare ai suoi cittadini, in maniera chiara, esaustiva e senza bugie lo stato dell'ambiente in Norvegia.

Diciamo che quello che c'era scritto non mi ha sorpreso minimamente, perche' e' quello che avevo gia' letto dai report canadesi e di altre parti del mondo. Nel reparto petrolio il governo norvegese dice, e traduco dall'inglese:

1) Le attivita' estrattive hanno avuto delle ripercussioni negative sui fondali marini e sull'attivita' biologica vicino alle piattaforme offshore, specie a causa degli scarichi di fanghi e liquidi perforanti inquinanti.

2) Anche se gli scarichi chimici sono stati vietati dal 1992 gli effetti persistono e ci vorra' molto tempo per eliminare completamente l'inquinamento prodotto. Nonostante la legge, vi sono ancora rigetti di sostanze tossiche nel mare di particelle fini e di sostanze di risulta che disturbano plankton e pesci. Dai dati del 2003 emerge come la maggior parte delle acque di risulta finisce nel mare. Anche se trattate queste acque contengono idrocarburi e sostanze chimiche inquinanti.

3) Grandi quantita' di inquinanti vengono emessi in tutte le fasi di vita delle piattaforme marine: esplorazione, estrazione, trasporto per oleodotti e lavorazione. Non e' possibile per l'industria petrolifera operare efficientemente senza un enorme utilizzo di sostanze chimiche.
Nel 2003 furono riversati 2500 tonnellate di sostanze di risulta nel mare.

4) L'industria petrolifera e' la maggior fonte di gas ad effetto serra in Norvegia e la seconda per emissioni di acidi, dopo il transito delle petroliere nei loro mari. Fra gli inquinanti: C02, nitrati, composti organici volatili

5) Nel 2007 ci sono stati 166 rilasci accidentali di petrolio nel mare, il piu' grave ha comportato 5,000 metri cubi di fanghi e fluidi perforanti giudicati ad alto livello inquinante.

I siti sono qui e qui Ci sono grafici, ci sono dati, ci sono numeri, ci sono spiegazioni esaustive. Voglio vedere quando il governo italiano mettera' su un sito simile. Il governo norvegese da' pane al pane, senza vergogna e dicendo che faranno del loro meglio per ridurre l'inquinamento e migliorare la situazione. Mi pare molto piu' realistico delle affermazioni insensate e da Alice nel paese delle meraviglie del comandante Fama.

Noi tutti conosciamo la Norvegia per essere un paese immacolato e naturalistico ed e' vero. I fiordi sono belli, e tutto e' costruito con il piu' grande rispetto per la natura. Ora, se il governo norvegese dice queste cose ai propri cittadini, vuol dire che per quanto uno voglia provarci a fare le cose per bene, il petrolio inquina. Non si piu' nascondere la testa sotto la sabbia e dire "i rischi sono nulli" caro comandante Fama. I rischi invece esistono. I problemi vanno discussi e affrontati. Non si puo' sempre "riammandare" tutto per far star zitta la gente.
Non siamo scemi.

Un altra cosa, in Norvegia di petrolio ne hanno tanto e le piattaforme sono in mare aperto, lontano dalla costa e non in bella vista delle navi dei turisti che vanno in giro per i fiordi.
Noi non siamo come la Norvegia. Non si puo' pensare ad un parco marino da cui si vedono le piattaforme, non c'e' logica. Guardate la foto sopra - purtroppo il cartografo non ha messo la scala nella figura, ma si capisce come i pozzi norvegesi non siano proprio a 5km dalla costa come da noi.

Andiamo avanti, avveleniamoci, distruggiamo tutto, uccidiamo il creato senza limiti, senza ragionare, senza limiti. Andiamo avanti, comandante Fama. Sotterriamo la testa come gli struzzi.
Il suicidio di una nazione continua. Fa male sapere che e' la mia e che sono, tutto sommato, impotente.

Monday, May 19, 2008

ma noi siamo piu' cocciuti di lui


Ottaviano del Turco non ha mai risposto ai miei numerosi email e lettere, per cui non ho mai avuto l'onore di sapere direttamente da lui cosa ne pensa del centro petrolifero di Ortona, e quali siano gli elementi che glielo fanno cosi' fortemente desiderare. Approffitto di una intervista su "Commerciare", il periodico del commercio e dei commercianti d'Abruzzo, edizione del mese di Maggio, per commentare le sue idee. Questo articolo mi e' stato segnalato dai ragazzi del meetup di Beppe Grillo di Lanciano che ringrazio.

Ottaviano dice - copio parola per parola:

"Se le ricerche scientifiche, mediche, insieme alle verifiche che saranno effettuate ci diranno che chi ha proposto il blocco della legge ha ragione, ne prenderemo atto e ci tireremo indietro."

Ottaviano, sono mesi che le ricerche scientifiche INDIPENDENTI dicono che chi vuole il centro petrolifero ha torto. L'unico a dire si e' un ingegnere di Pisa pagato dall'ENI per venti anni - Paolo Andreussi. Non ce ne sono altri che io sappia. Il centro di ricerca Mario Negri ha detto che fa male e che i dati ENI sono sottostimati. Ottantotto medici hanno detto no. Sono scemi quelli? E a chi le fa fare lei le "verifiche mediche e scientifiche"? Agli stessi che per 20 anni hanno dato l'acqua avvelenata a Bussi e a tutto il pescarese? Si risparmi quei soldi, che l'Abruzzo gia' vacilla in fatto di finanze e lei ha gia' fatto un sacco di disastri. Basta solo che con un po' di intelligenza lei si legga qualcuno della miriade di articoli scientifici dove da decenni si dice che l'H2S fa male. E' tutto su internet, coraggio.

Ottaviano dice:

"Tutte le inziative della regione relative all'ENI e al centro oli sono state prese dopo che su questo argomento si erano espressi tutti i soggetti del territorio e tutti a favore. Non c'e' stata alcuna presa di posizione da parte di comuni, provincia associazioni, sindacati. Poi alcuni di questi come spesso accade nella nostra regione e non solo, hanno dato il via e guidato la protesta con una serie di argomentazioni che trovo grottesche."

Ottaviano, non reciti la parte della bella addormentata nel bosco. Hanno detto si perche' hanno visto il verde del denaro, perche' i poltici, lei incluso, paiono non avere a cuore il bene del popolo ma solo di se stessi e della poltrona. E' piu' facile dire si, superficialmente e fare finta di niente piuttosto che informarsi e capire le questioni a fondo e far valere i diritti dei cittadini. Al popolo non e' stato detto nulla, ne da lei ne dai suoi amici all'ENI, ne da quei due pseudo amministratori di Ortona. In sede decisionale, tutti gli enti hanno sollevato questioni, come riportato da Prima da Noi, verbali alla mano: dai vigili del fuoco, alla ASL di Chieti, all'ente parchi, ma poi, per paura, superficialita' e ignoranza, hanno tutti detto si, come se l'ENI fosse Dio sceso in terra. Grazie al cielo che e' sorto il Comitato Natura Verde! Lei e' intitolato alla sua opinione che le nostre argomentazioni sono grottesche, ma le rammento che lei ha solo la terza media, e che dunque dovrebbe forse essere un po piu' umile e accettare l'opinione di gente che al contrario fa dello studio la propria professione.

Ottaviano dice:

"Per saperne di piu' avevo proposto un giro in pullman per una visita al centro oli della Basilicata per renderci conto da vicino e direttamente come e se e' cambiata l'agricoltura, cosa e' successo allo sviluppo, come il territorio ha reagito allo presenza del centro e se e' vero che strumenti statistici tradizionali hanno affermato, com'e' stato sbandierato vergognosamente che in Basilicata sono tutti ammalati di cancro"

E' perche' non c'e' andato? Non mi dica per risparmiare. Lei e' stato battuto sul tempo (e alla grande) dai ragazzi del comitato natura verde, che non hanno solo proposto, ci SONO ANDATI per davvero! L'agricoltura non e' cambiata a Viggiano: e' scomparsa. La gente e' emigrata. Dica ai tuoi amici dell'ENI che e' dal 2006 che la Basilicata e' al di sopra della media nazionale per tumori a causa anche delle emissioni in aria di inquinanti del centro oli. E visto che voleva andare a Viggiano, vada pure a Manfredonia, a Falconara, a Gela, a Priolo, vada e poi ci dica se sono tutti ammalati di cancro o no. Le nostre vite hanno un valore, caro Del Turco, e non le permettiamo di giocarci cosi' alla leggera mentre lei a casa sua si fa installare i tuoi bei pannellini fotovoltaici. Non ha visto il servizio televisivo di Annozero su Viggiano? O sono grotteschi anche i giornalisti Rai?

"La scelta di un processo di industrializzazione e' una scelta che non ha alternative - sarebbe sciocco immaginare un ritorno all'Abruzzo rurale."

Ma chi dice che dobbiamo essere rurali? Ma lei ha mai sentito parlare dell'era dell'informazione? Dei servizi? Del sapere? Delle nuove bio e nano tecnologie? Chi l'ha detto che il lavoro deve essere per forza una fabbrica sputa veleni con la maschera antigas? Dei ragazzi di Arezzo, trentenni, hanno messo su un sistema di approvigionamento di idrogeno nelle case. Perche' noi no? Perche' lei non puo' invece incoraggiare la piccola imprenditoria, il pensare, l'innovazione scientifica? Io la mia risposta ce l'ho: perche' credo che lei non sappia nemmeno che queste cose esistano e possano portare sviluppo sano. In piu' se uno sul turismo non ci investe, certo non ci ricavera' niente. Come dico sempre, si raccoglie cio' che si semina, caro presidente. Guardi la Toscana, e se posso azzardare questo paragone, la California. Qui non ci basiamo sulle fabbriche che sono tutte in Cina ormai, ma sull'high-tech, sulla ricerca, sull'innovazione. Anche a livello mondiale, non vinceremo mai la sfida coi il mondo globalizzato se non ci inventiamo qualcosa di nuovo, moderno, lungimirante. E continueremo ad alimentare l'emigrazione giovanile di gente istruita che va via perche' in Italia non ci sono possibilita' occupazionali adeguate agli studi che la gente fa con tanta fatica.

Ancora Ottaviano continua:

"Prima di dire di no e di sbattere la porta in faccia all'ENI come se fossimo una regione ricca di lavoro, come se ci potessimo permettere senza batter ciglio di buttare via 300 posti oppure il lavoro dell'indotto, voglio essere certo e convinto."

Quei trecento posti sono temporanei, il periodo che serve per costruire il centro oli. Poi ci saranno al massimo 30 operai. Che indotto possono portare 30 persone di fronte agli ettolitri di vino che rimarranno invenduti? La vede la foto lassu' in cima? Quella e' Trecate, vicino Novara. Il nero e' il rigetto del pozzo di petrolio che esplose in quelle terre che fino al 1994 erano dedite all'agricoltura. Tutta l'area circostante di circa 100 chilometri quadrati, fu resa impraticabile. Trenta posti di operaio ne valgono la pena?



Non vedo l'ora che ci sia un ricambio al vertice di questa regione e che a governare vada qualcuno che sia un po piu' aperto di mente, che abbia visto il mondo, che abbia coraggio, che cerchi soluzioni creative e innovative, invece che ancorarsi a modelli di sviluppo fermi agli anni sessanta.

Fonti: Commerciare

Friday, May 16, 2008

Priolo e i rifiuti tossici del petrolchimico


Diamo lo sguardo ad un'altra realta' petrolifera, di cui hanno gia' parlato anche le televisioni nazionali. A Priolo, in Sicilia, esiste una raffineria di petrolio, sorta negli anni '60.
Quaranta chilometri quadrati, quaranta mila persone, tassi di incidenza di tumori molto piu' elevati rispetto alla media nazionale, deformazioni congenite dei bambini il DOPPIO rispetto alla media nazionale.

I veleni li passano le mamme ai bimbi: le donne di Priolo hanno nel loro corpo e nel loro latte il quadruplo delle concetrazioni di mercurio del normale. Il quadruplo.
Un addetto all'impianto, che parla segretamente perche' ha paura di perdere il posto di lavoro dice: "Qui si trattano prodotti petroliferi non e possibile non inquinare": lo dice uno che all'ENI ci lavora!

Le acque di scarico con tutti i fluidi e i fanghi perforanti vanno direttamente al mare perche' non ci sono impianti di trattamento. Le falde acquifere sono tutte contaminate. In un episodio finirono nel mare concentrazioni di mercurio cosi elevate che il mare divento' rosso. Le concentrazioni di mercurio erano 20,000 superiori a cio' che la legge consente.

Gli strumenti di controllo sono taroccati.

Sono 14 anni che di queste cose si sanno, ed ancora aspettano le bonifiche. Per di piu', non contenti, gli vogliono costruire anche il rigassificatore.

A Priolo, non si inizio' cosi con tanta morte e distruzione. Iniziarono cinquanta anni fa, con il concetto di sviluppo, progresso, rispetto per la gente ed opportunita'. Le belle chiacchere che dicono anche a noi. E invece con il tempo, i petrolieri si sono espansi sempre di piu', e da qualcosa di piccolo e limitato si sono trasformati in un mostro di morte e distruzione.

E' per questo che occorre dire no all'ENI: come per un tumore occorre stroncare il male sul nascere. Il centro oli e le trivelle in mare in Abruzzo sono la stessa cosa. Sono il punto di partenza per i petrolieri e se gliela diamo vinta qui, arrivera' di peggio perche' questi non si accontentano, perche' dati 15 ettari ne vorranno 30, perche' messe 20 trivelle in mare ne vorranno 40, perche messi 5 chilometri di tubature ne vorranno 50.

Lo stabilimento che c'e' a Priolo e' diverso da quello che si prevede ad Ortona, per il momento, ma questo non e' importante: il fatto rimane che in qualsiasi modo la vogliamo rigirare gli stabilimenti petroliferi portano solo malattie e distruzione, di qualsiasi tipo essi siano. A Priolo la storia l'hanno scritta con il mercurio, da noi la vogliono scrivere con l'idrogeno solforato. Sempre veleni sono. Sempre inganni hanno dato alla gente.

da wikipedia: "Allo stato attuale non e' credibile alcun piano di recupero ambientale per Priolo"



Fonti: Wikipedia

Thursday, May 15, 2008

Il nostro Adriatico ferito


E cosi, com'era facile immaginare, le chiazze di San Vito erano veramente petrolio. E cos'altro poteva essere quel catrame? Il nesso fra inizio operazioni petrolifere e inquinamento della costa e' veramente lampante, e siamo solo all'inizio.

Il sindaco di San Vito, cosi solerte nel voler denunciare il WWF per avere "sollevato l'allarme e messo in panico la popolazione", cosa fara' adesso? Sara' ugualmente solerte a denunciare la MOG per avere inquinato il mare e per avere CREATO un allarme vero? Ci vorrebbero politici, ci vorrebbero uomini veri, e non mezze cartuccie che protestano solo perche' le piattaforme sono brutte e che potevano aspettare settembre per metterle in mare.
I nostri politici hanno paura, non hanno voglia, o nel peggiore dei casi, sono di parte, e abbiamo ormai capito che sono abbastanza inutili. E' piu' facile prendersela con il WWF piuttosto che con la MOG: temo che il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro non fara' nulla.

Purtroppo, questo e' solo l'inizio. Come ho gia' scritto qualche tempo fa si calcola che nel corso della sua vita una piattaforma marina rilasci nel mare in media 90 mila tonnellate di sostanze di scarto, fra petrolio, fanghi e fluidi perforanti. I pescatori della costa teatina gia' riportano il calo di pesci e la presenza di strane schiume bianche in mare, sui blog si leggono di fumi nerastri in cielo vicino alle piattaforme. Il petrolio e' arrivato sulla spiaggia del Turchino e la bandiera blu non e' servita a fermarlo.

Intanto, gli amici di Mare Vivo mi mandano un articolo su un episodio accaduto a Termoli, 3 anni fa. Dallo stabilimento Rospo Mare di Vasto fuoriuscirono centinaia di litri di petrolio che arrivarono in parte sulle spiagge di Termoli. Vi fu una attivita' frenetica per evitare il disastro, una forte paura per la flora e la fauna, ma alla fine i quasi 500 litri di petrolio in qualche modo vennero ingoiati dal mare o fatti impregnare in apposite barriere. Vi
fu divieto di pesca per quindici giorni. Non se parlo' neanche tanto.

Vogliamo davvero vivere cosi? Un giorno accadra' che i litri non saranno 500 ma 500,000, un giorno accadra' che la piattaforma si incendiera', un giorno accadra' che gli oleodotti cederanno, un giorno accadra' che i pesci scompariranno, o che saranno talmente contaminati dai veleni che non si potra' piu' mangiarli. Fantascienza? No - a Falconara e' successo proprio questo: il loro mare e' cosi inquinato che non c'e' piu' la gioia del mare. E' cosi in tutte le altre parti del mondo dove si estrae petrolio.

Finanche Jeb Bush, fratello del presidente George Bush (ancora per poco, graziammedi'), governatore della Florida e con molti amici petrolieri in famiglia, e' stato uno dei piu' forti sostenitori della legge che vieta le trivelle a 100 miglia dalla costa del suo stato. Cento miglia sono 160 chilometri. Qua ce le abbiamo a 5. Ottaviano, specchiati e poi vergognati.

Ma perche' i nostri politici hanno cosi poco coraggio? Ma che ci stanno a fare li? Ma che le bandiere blu le usano per bendarsi gli occhi?

Rocco Catenaro, ti aspettiamo ora a denunciare la MOG. Il popolo sara' con te se ne avrai il coraggio, ma devi agire ed essere un uomo vero, un politico, VERO di quelli che lo fanno per amore. Voglio sperare l'insperabile: che sei fatto di pasta buona.

Fonti:Primonumero - Termoli

Monday, May 12, 2008

Convegno a Milano su di noi, senza di noi


Dall'Assomineria un articolo sulle nostre proteste, di cui si e' discusso a Milano a Marzo 2008, e sul fatto che siamo quelli del Nimby: cioe' di quelli che non vogliono cose brutte e pericolose nelle loro immediate vicinanze.

Io a dire il vero, non mi ritrovo molto in questa definizione di nimby, perche' credo vivamente che i centri petroliferi non si debbano fare mai nelle strette vicinanze di alcun luogo densamente abitato. Forse se si fosse trattato di un altra citta' avrei partecipato meno, e non l'avrei proprio presa in maniera cosi viscerale ed emotiva, ma mi sarei indignata lo stesso e se qualcuno mi avesse chiesto di studiare la situazione voglio credere che l'avrei fatto lo stesso.

Ad ogni modo ecco cosa dice l'Assomineraria in un meeting a Milano sull'effetto "Nimby" che ha messo in evidenza come in Toscana ci siano ben 22 impianti contestati. Di noi si dice che:

"Ultimo in ordine di tempo fra i progetti bloccati dall’effetto Nimby è lo sviluppo del giacimento petrolifero di Miglianico, vicino Ortona (Chieti), che ha una potenzialità di 6.000 b/g di olio e 200.000 metri cubi al giorno di gas. Il Consiglio Regionale Abruzzese ha bloccato l’autorizzazione della realizzazione del centro olio per un anno. Il tempo per ristudiare il problema da un punto di vista ambientale, nella speranza di trovare una soluzione che vada bene a tutti.'

"Manca tuttavia un’adeguata informazione da parte dei media e del mondo scientifico sui reali impatti delle opere da realizzare; manca il dialogo tra le istituzioni, le imprese e il territorio; manca infine una programmazione di sviluppo a livello nazionale ed il coinvolgimento dei cittadini."

Mmh, come punto di partenza e per dare l'esempio potevano invitarci al convegno per iniziare a coinvolgere i cittadini, no? O che questo era un convegno solo per i petrolieri e per capire come imbambolarci meglio?

Cara Assomineriaria: ve la dico io la soluzione che va bene a un milione di abruzzesi e che forse scontentera' qualche centinaio di impiegati ENI: ANDATEVENE . Non sprecate il vostro denaro cercando di abbindolarci a cercare una soluzione che vada bene a voi. Non ce ne andiamo e non accetteremo mezze misure. La scienza e' chiarissima, a meno che non vogliate chiamare scienza le bugie che escono dalla bocca dei vostri consulenti. Dal canto nostro abbiamo cercato di fare del nostro meglio per dire la verita' alla gente, carte e scienza alla mano, da indipendenti e non da salariati ENI. Non c'e' lo spazio per un compromesso: non vogliamo morte e distruzione in Abruzzo e in realta' in nessuna parte d'Italia.

Rassegantevi: l'Italia non e' l'Arabia Saudita e abbiamo la responsabilita' di amare, proteggere e migliorare questa nazione cosi bella e cosi bistrattata. Il petrolio si estrae nei deserti e non fra la gente e i campi.

Ah - dimenticavo. Chi e' fra i direttori dell'Assomineraria? Giovanni Catalano, attualmente alla guida della MOG, per anni all'ENI e all'Agip. Cioe' questo fa un convegno, su di noi, senza di noi, e per imbrogliarci meglio: la MOG ha infatto dichiarato ai suoi investitori che vuole usare i centri petroliferi di Ortona per raffinarci il petrolio del Mediteraneo estratto dalla sua ditta.

Per scrivere e protestare all'Assomineraria: info@assomineraria.org

Fonti:
Assomineraria notizie Marzo 2008

Wednesday, May 7, 2008

Quand se n'a da fa pe campa'


Non riesco a credere a miei occhi e non so se ridere o piangere. Vi ricordate Tariq Aziz? Il primo ministro dell'Iraq sotto Saddam Hussein? Il responsabile di decine e decine di stragi sulle popolazioni curde e shiite dell'Iraq? L'uomo che aiuto' ad architettare l'invasione iraqena del Kuwait nel 1991? L'uomo che ha cercato di infiltrare alcuni suoi amici nella commissione ONU che gestiva il programma Oil for Food (cibo in cambio di petrolio) per farci dei guadagni illegali? Secondo le accuse, Aziz mando' del petrolio sottobanco ai suoi amici infiltrati per poi spartirsi il ricavato in denaro.

Attualmente questo nuovo omino coi baffi e' in prigione in Iraq ed e' sotto processo per l'esecuzione sommaria di 40 persone. Ci sono altri processi previsti per altre stragi per un ammontare complessivo di 10,000 persone della cui morte, secondo l'accusa, Aziz e' piu' o meno responsabile. A suo tempo il primo ministro dell'Iraq era uno dei 25 iraqeni piu ricercati dalle autorita' americane, uno dei fedelissimi di Saddam, suo amico d'infanzia al quale si e' sempre dichiarato leale. Dopo che fu arrestato cerco' di impietosire tutti dicendo che era un buon cattolico e che non era responsabile di quello che era successo. Poverino.

Ebbene, scovando su internet si scopre che per un certo periodo di tempo uno dei DIFENSORI di Tariq Aziz e' un certo avvocato italiano, di Ortona.

Si siete desti, e avete indovinato, e' proprio lui: Remo di Martino!!

Forse e' un caso di anonimia, chi lo sa, ma quanti avvocati Remi di Martini possono starci ad Ortona? Addirittura il nostro omino coi baffi nel 2004 voleva andare in Iraq a conoscere il suo cliente, e scrisse delle lettere all'allora presidente del consiglio Berlusconi e ministro degli esteri Fini. Il magnanime avvocato voleva accertarsi che per Aziz fossero rispettati i principi di giustizia e i diritti umani. In un intervista alla televisione iraqena Di Martino dice di Aziz che e' innocente, che non e' scappato ma si e' consegnato alle autorita' da solo e che lui non aveva potere quando (tutti i diecimila) assassini sono successi.

Trovo la notizia un po comica, e a ben pensarci, tristissima.

Perche' il paladino ortonese dei diritti umani non e' stato altrettanto generoso nel volere accordare al suo popolo le stesse premure che ha voluto dare ad un presunto criminale? Forse non l'ha ancora capito, ma il suo popolo e' soggetto ad ingiustizie, bugie e soprusi da parte dell'ENI e delle sue amichette, e la sua gente MERITA di essere protetta ed amata. Difendere un presunto criminale si, la sua gente no.

E poi, fatemi capire, ma qual'e' il noto avvocato ortonese politico che nel 2005 dichiaro' 25,000 euro l'anno secondo le tabelle di Visco?


Fonti: Stanford University, Dateline Middle East, Centro Studi Federici, Comunicato Stampa 2005

Emailliamo


Ecco qui una serie di email a cui scrivere, educatamente ma con fermezza che noi non vogliamo ne centro oli a Ortona, ne trivelle lungo la costa: sono tutte parte dello stesso progetto di fare di noi una regione petrolifera, con tubature, oleodotti, porti petroliferi, inquinamento e malattie.
Piu' o meno ho scritto a tutti gia' molto tempo fa. Le probabilita' che rispondono sono bassissime, ma questo non vuol dire che noi non dobbiamo provarci. Basta scriverne uno solo e poi fare copia ed incolla ai vari indirizzi. In genere, la compostezza e la chiarezza rendono piu' probabile che il messaggio venga letto. Se qualcuno conosce altri email basta che me li mandi nei commenti.

PS: Chi sara' il futuro ministro dell'ambiente in Italia? Scoviamolo e scriviamo pure a lui/lei.

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ARTA: Agenzia regionale tutela ambiente, presidente: Gaetano Basti info@artaabruzzo.it
ANNOZERO: annozero@rai.it
BEPPEGRILLO: beppe@beppegrillo.it
LE IENE: http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml (scrivere dal sito)
STRISCIA LA NOTIZIA: gabibbo@mediaset.its
CORRIERE DELLA SERA: gstella@corriere.it, srizzo@corriere.it, bsevergnini@corriere.it, http://www.corriere.it/cf/italians/form.cfm (dal sito)
REPORT: http://www.report.rai.it/RE_segnalazioni/0,1067380,,00.html (scrivere dal sito)
WLITALIADIRETTA: wlitaliadiretta@rai.it
PIAZZA GRANDE: piazzagrande@rai.it
LA REPUBBLICA: vzucconi@aol.com, repubblicawww@repubblica.it, larepubblica@repubblica.it
IL MESSAGGERO: dilatua@ilmessaggero.it


IN ABRUZZO:

Vescovi: arcivescovo@diocesipescara.it, vescovo@aliseo.it, arcidiocesi@diocesichieti.it, arcidiocesi@diocesilanciano.it

Confindustria: info@confindustria.abruzzo.it

Del Turco: ottaviano.delturco@regione.abruzzo.it

Ortona: nfratin@tin.it, sindaco@comune.ortona.ch.it, dimartino.remo@libero.it, vicesindaco@comuneortona.ch.it

Lanciano: sindaco@lanciano.eu, nasuti@lanciano.eu, lanetta@lanciano.eu, portavocesindaco@lanciano.eu

Miglianico: sindaco@miglianico.net

Vasto: sindaco@comune.vasto.ch.it, informagiovanivasto@libero.it

San Vito: Rocco Catenaro sindaco@comune.sanvitochietino.ch.it,
segretario@comune.sanvitochietino.ch.it, http://www.comune.sanvitochietino.ch.it/ (dal sito)

Monday, May 5, 2008

I tumori segreti di Falconara


Quando incontrai l'ENI, il 18 gennaio 2008 a Pescara, l'illustrissimo professor Paolo Andreussi, consulente ENI da oltre venti anni, mi sfido' a trovare un qualsiasi rapporto medico-epidemiologico che attestava la pericolosita' degli impianti petroliferi. Uso' proprio le parole "la sfido". Lo ricordo bene perche' gia' uno dei dipendenti del comune di Ortona, Remo di Martino, mi aveva sfidato a duello e fra me e me pensai che dovesse essere di moda ora sfidare la gente in Abruzzo.

In questi giorni ho trovato delle storie agghiaccianti sui rapporti epidemiologici di Falconara. Lo riassumo in questa ultima puntata dedicata alla citta' marchigiana, anche se il discorso sarebbe molto piu' lungo e complesso. Si potranno dire tante cose sulle diversita' e i parallelismi fra noi e Falconara, ma il punto di base resta lo stesso: le operazioni petrolifere, di qualsiasi genere, distruggono la vita di chi ci abita vicino e le autorita' italiane sono spesso complici di abusi e soprusi sulla gente.

Gia' nel 2002 su commissione della Procura della Repubblica di Ancona, alcuni studi dell'ARPA Piemonte e Marche avevano riportato che i morti per tumore fra gli impiegati della raffineria erano di gran lunga superiori rispetto alla media nazionale e che in particolare, vi era una maggior possibilita' di sviluppare tumori al cervello. Venne valutata anche la mortalita' e la morbosita' tra i cittadini di Falconara Marittima e in un raggio di 30km per il periodo dal 1995 al 2000.

Lo studio dichiarato PRELIMINARE fu completato e segretamente postato su questo sito web. Dico segertamente perche' ai cittadini non venne detto nulla delle conclusioni del report. Lo misero sul web nel piu' assoluto silenzio senza dire niente. Alcuni comitati locali lo ritrovarono, quasi per caso, spluciando internet solo vari mesi dopo, nel 2004.
Io stessa l'ho trovato solo perche' i siti dei comitati cittadini, una volta scopertolo, hanno postato il link nei loro siti. Vi rendete conto? Uno paga le tasse e finanzia questi studi e poi ci vogliono i comitati cittadini come eroi per andare a scovarli?

Ad ogni modo, il report preliminare, afferma che:

Le acque di scarico dei depuratori e delle acque dei fossi che attraversano intubati la raffineria costituiscono "una problematica che andra' approfondita" cosi come la "continua immissione di MetilTerbutilEtere nell'acqua". La sigla di questa sostanza e' MTBE, ed e' un additivo della benzina. La sua capacita' di infiltrarsi nelle falde acquifere e' risaputa ed in California e' stata bannata nel 2004.

Il suolo ed il sottosuolo di Falconara risultano contaminati da Arsenico, Piombo, Mercurio, Rame, Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xileni, Trimetilbenzeni, Idrocarburi, MTBE, ETBE, IPA e metalli. In molti siti i livelli di queste sostanze superano i livelli legali, fra cui alcuni nei pressi di campi da calcetto dei ragazzi.

Si ricorda poi che in passato:

"Sono stati riscontrati nella provincia di Ancona, in riferimento all’intero territorio regionale, eccessi di tumore alla trachea, bronchi e polmone, pleura e linfomi non Hodgkin nella popolazione maschile e di tumore alla mammella in quella femminile. Riguardo alla situazione specifica del comune di Falconara lo studio rileva eccessi di mortalità nelle donne sia per la mortalità generale che per tutti i tumori in età inferiore a 64 anni ed in particolare per il tumore mammario."

Nonostante cio' il comune di Falconara fece degli studi propri concludendo che:

"Sembra dunque di poter affermare che le lavorazioni che avvengono nella Raffineria API non rappresentino un significativo fattore di rischio per la mortalità della popolazione residente nello stesso comune dove esiste l’impianto.”

Finalmente, lo studio segreto e preliminare afferma che

"Lo studio sugli addetti all’impianto petrolchimico ha rilevato eccessi di mortalità tumorale complessiva e di tumori cerebrali in particolare. I tumori del sistema emolinfopoietico (leucemie, linfomi, mielomi) presentano nel loro complesso la maggiore problematica del comune di Falconara. Nel corso degli anni sono stati segnalati ripetuti eccessi in questa categoria diagnostica".

"Le leucemie sono invece state correlate con numerosi fattori di rischio, soprattutto con il benzene e altri derivati simili dell’industria petrolifera."

"La correlazione tra patologie del sistema emolinfopoietico ed esposizioni professionali tra gli addetti ad impianti petrolchimici esiste un corpus di letteratura molto corposo, perdurante dai primi studi eseguiti, spesso con evidenze anche tra la popolazione residente nei pressi degli impianti stessi".

"Meritano tuttavia di essere segnalate, in quanto riportate ripetutamente in studi epidemiologici occupazionali sugli addetti a impianti di raffinazione del petrolio, alcuni eccessi presenti nell'area comunale:
- i tumori pleurici maligni, o mesoteliomi (dato statisticamente significativo)
- i tumori emolinfopoietici (dato anch'esso statisticamente significativo quando considerato in particolari periodi temporali)
- i tumori della vescica (non significativi tuttavia nelle analisi citate)
- i tumori della laringe (non significativi)
- i melanomi

In particolare si consiglia un "approfondimento sulle leucemie femminili che avevano mostrato un eccesso sospetto nella prima parte dello studio".

Non si sa se gli amministratori fossero a conoscenza di questo report preliminare. Ad ogni caso, report o non report, nel 2003, alla raffineria di Falconara fu concesso di rinnovare il suo contratto operativo, senza che nessuno si ponesse domande in merito, senza che il report in questione fosse pronto in maniera definitiva e senza nemmeno che nessuno ponesse la questione di che fine avesse fatto. Ad oggi 2008, il report finale non e' ancora pronto, la raffineria continua a superare i limiti prestabiliti, il mare di Falconara e' inquinato e in tratti chiuso alla gente, e i cittadini continuano a morire di tumore, circondati dalle "problematiche" alla loro salute.

La foto che ho messo sopra e' punta Aderci, a Vasto, me l'hanno mandata gli amici del WWF di Vasto. Il mare e' ancora blu. Punta Aderci e' bella. La trivella e' vicinissima alla spiaggia. Credete che da noi vivere con il petrolio sara' meglio che a Falconara? Io no, semplicemente perche' dappertutto io abbia indagato, dalla Nigeria a Gela, la vita peggiora con il petrolio. E credete che i nostri amministratori saranno piu' bravi che a Falconara? Ma Del Turco, Fratino, Di Martino, contiuano ad arrampicarsi sugli specchi adesso, figuriamoci dopo quando dovranno difendere il loro operato!

E i sindaci di Lanciano, Vasto, Fossacesia, Casalbordino, San Vito, Rocca San Giovanni, e tutti gli altri comuni della costa dove sono? Cosa fanno? Perche' non si informano e non parlano ai loro concittadini? Ma lo sanno che siamo solo all'inizio e che davanti ci si prosepetta un futuro da regione petrolifera?

Sunday, May 4, 2008

Falconara: Sito inquinato di interesse nazionale


A Falconara, nelle Marche, esiste da molti anni una raffineria sputa-veleni dell'API (la sigla sta per anonima petroli italiana) che i cittadini stanno disperatamente cercando di far chiudere. La loro lotta ci riguarda da vicino, perche' mentre noi abbiamo il lusso, chissa' per quanto ancora, di poter prevenire malattie e distruzione, loro invece ce le hanno gia' in casa e sono una sorta di finestra sul futuro per noi.

Oltre agli scoppi piu' o meno potenti che si registrano periodicamente a causa di malfunzionamenti ed errori umani, come riportato nel post precendente, c'e' anche il lento stillicidio dovuto all'emissione continua nell'aria e nel mare di sostanze tossiche. Un comitato cittadino ha documentato tutti i vari problemi che la citta' ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Riporto dal loro blog una serie di eventi, piu' o meno devastanti ed offensivi alla dignita' dell'uomo.

1999: Rogo alla raffineria - due morti. I Vigili del fuoco sottolineano che l'API fece di tutto per nascondere la notizia, sia verso di loro che verso la popolazione locale. Durante il processo contro l'API, venne fuori che l'API mantenne "comportamenti fuorvianti le indagini per almeno 15 giorni" e che hanno cercato in ogni modo di inquinare le prove e le attivita' di indagine dell'autorita' giudiziaria.

2003: Sversamento in mare di gasolio. L'API come prima, cerco' di tenere la notizia nascosta

2004: Emissioni annue stimate di ossidi di azoto: 985 tonnellate. Quantita' legali: 800 tonnellate . Stessa storia nel 2005. Gli ossidi di azoto causano problemi respiratori, edemi polmonari e pioggia acida. La regione Marche ha preferito tacere sulla questione, quando invece uno dei vincoli piu' forti nel decreto di concessione era che questi limiti non fossero superati. Non contenti, a Falconara si prevede l'ulteriore costruzione di nuove centrali elettriche e di metano a due passi dalla popolazione. Per contro, una delle raffineria americane che non ha obbedito i limiti (la Valero) e' stata multata per $236 milioni di dollari, con l'obbligo di spenderne altrettanti per abbassare ulteriormente le emissioni di inquinanti.

2005: Gruppi di incoscienti pescatori continuano ad andare in mare e a pescare vongole ed altro pesce malsano in zone in cui la pesca e' VIETATA da una ordinanza del comune per emissioni tossiche continue da parte della raffineria. Non oso pensare che fine abbiano fatto le vongole tossiche.

2006: Sostanze tossiche riversate in mare hanno causato morte di pesci e granchi e puzza per vari giorni. Agglomerati e ciottoli petroliferi ritrovati in mare.

2007: Nuovo incendio alla raffineria

2007: Riversamento in mare di olio combustibile (un prodotto del petrolio) saturo di zolfo durante le operazioni di trasferimento dalla raffineria ad una petroliera, Si stimano circa 22 tonnellate di sostanze inquinanti riversate nel mare lungo 20 chilometri di costa. Questo olio combustibile e' un cancerogeno e dannoso alla salute del mare. L'API stessa riferi' nel suo rapporto di sicurezza che il limite massimo tollerabile per la salute del mare era di circa 10 tonnellate. Superare questo limite, secondo l'API avrebbe implicato "un danno ambientale rilevante sul quale intervenire con procedure d’urgenza”. Qui fuoriusci' il doppio di quanto previsto. L'API non ha fatto niente.

2007: Consiglio comunale di Falconara chiuso per i cittadini e aperto per l'API!!! I membri del comitato cittadino (simile al nostro Comitato Natura Verde) sono stati mandati via dalle sale comunali, mentre l'API, responsabile del disastro e' stata fatta restare. C'e stata una forte omerta' da parte dell'API nel cercare di mantenere la notizia del riversamento in mare segreta, e nessuno dei consiglieri comunali e' stato capace di pretendere spiegazioni all'API che RIFIUTO' di annunciare le quantita' precise di inquinanti riversati nel mare, impedendo di provvedere tempestivamente al recupero della zona.

2007: I cittadini chiedono la dichiarazione dello stato di emergenza locale, dopo il parere di vari biologi marini non di parte, e visto che il mare di Falconara e' gia' stato dichiarato "Sito inquinato di interesse nazionale ed Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale". Richiesta negata.

A Falconara suonano le trombe allarme petrolifero quando ci sono dei problemi. A Falconara la gente vive ogni giorno con l'incubo che possa succedere qualcosa di grave. Vari tratti del loro mare sono chiusi alla balneazione, alla pesca. Mentre su wikipedia si afferma che la raffinieria di Falconara e' una delle piu' moderne ed avanzate dal punto di vista tecnologico,
il Ministero dell'Ambiente ha dichiarato il mare di Falconara un SITO INQUINATO DI INTERESSE NAZIONALE.

Cittadini di Falconara, da italiana, vi chiedo scusa e vorrei sinceramente poter far qualcosa di utile per contribuire alla vostra causa. Prima di spulciare il web (c'e' tanto di piu' di queste mie brevi righe online) non avevo idea di tutti questi soprusi, bugie, malafede, e tentativi di tenere tutto in silenzio, eppure ho vissuto per tanti anni a due passi da voi. E' scandaloso che di queste cose non si parli a livello nazionale.

Cittadini d'Abruzzo: svegliamoci, l'ENI e le sue amiche vogliono fare di noi una nuova Falconara.

Fonti: Comitati Cittadini Marche, Global Project Marche